Università, la rivincita: Sapienza prima al mondo. E l'Italia rialza la testa

Politecnico di Milano, Bologna e Padova tra le top. Ma il numero di laureati è sotto la media Ue

Università, la rivincita: Sapienza prima al mondo. E l'Italia rialza la testa

Altro che Cenerentola d'Europa. Altro che calo degli iscritti, pochi laureati e taglio dei fondi. Evidentemente l'università italiana schifo schifo non fa. Tanto da svettare nella classifica degli atenei di tutto il mondo, in gara con Cambridge, Oxford e Harvard.

L'università La Sapienza di Roma si conferma la prima al mondo negli Studi classici (lettere e storia antica) per il terzo anno consecutivo: ottiene infatti il punteggio di 98,7. E buone notizie arrivano da tutte le università: l'Italia è infatti la settima nazione al mondo nella 13esima edizione del Qs World University rankings by subject e quest'anno la sua performance cresce del 6,8%. In un mondo in cui tutto deve essere misurabile e messo in fila per valere, abbiamo la prova provata della portata degli studi che ogni giorno si consumano nei corridoi accademici. Studi classici ma non solo. Alla Sapienza ma non solo.

Le università con il maggior numero di posti in classifica, sono l' Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e l'Università di Padova. Il Politecnico di Milano vanta il maggior numero di piazzamenti tra i top 10, 20 e 50 mentre l' Università di Bologna tra i top 100 e i top 200.

Tra le Università con almeno cinque posti in classifica, Luiss Guido Carli è quella che migliora di più, con una crescita del 60%. L'Italia è tra la quinta in Europa per il miglioramento della performance rispetto allo scorso anno, e la seconda se si considerano solamente le nazioni con almeno dieci università classificate.

Gli studenti della Sapienza festeggiano. I docenti anche. È un premio alla passione che ci mettono passando ore su testi antichi e su questioni di filologia. È un premio per il loro sforzo a dare il massimo anche quando sembra che il mondo vada in una direzione opposta rispetto agli studi classici. «Per la terza volta consecutiva afferma la rettrice dell'ateneo romano Antonella Polimeni gli studi classici della Sapienza hanno raggiunto il podio più alto nella classifica internazionale. Il ranking premia gli studi umanistici del nostro ateneo, tra i quali il primo posto in Italia per Archeologia, Storia e Storia dell'arte, materia introdotta quest'anno per la prima volta. La Sapienza è tra le prime 50 università al mondo anche in altre materie, tra le quali Fisica-Astronomia e Diritto; ed è al primo posto in Italia in altrettante numerose discipline, come Psicologia, Statistica e Infermieristica. Un risultato che ci colloca tra i migliori atenei al mondo».

I nodi da risolvere nel mondo delle università italiane restano comunque molti. Uno: la fuga degli studenti all'estero. Ogni anno lasciano l'Italia 80mila giovani tra i 25 e i 34 anni con in tasca un titolo di istruzione superiore. Se i posti vacanti del Nord vengono riempiti dai laureati del Sud, lo stesso non avviene nel Meridione, che si spopola di talenti senza che vi sia una compensazione. A partire, sono professionisti altamente formati e qualificati: medici, ingegneri, specialisti dell'informatica.

Altro problema: gli abbandoni universitari che, in alcune facoltà, arrivano al 12%, sia per i costi troppo elevati sia per errori di valutazione nel percorso di studi. Infine risulta ancora parecchio incriccata la via verso il lavoro. Detto questo, sapere che le università italiane sono ai vertici delle classifiche, può essere un incentivo a immatricolarsi.

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