Scontri alla Mondadori Intolleranza dei Black bloc verso un libro di destra

A Palermo un centinaio di giovani dei centri sociali e black bloc tentano di boicottare la presentazione del romanzo "Nessun dolore, una storia di CasaPound". Bombe carta e bottiglie di vetre contro la polizia

Scontri alla Mondadori  
Intolleranza dei Black bloc 
verso un libro di destra

Palermo - Nel centro di Palermo scoppia la protesta. Scene di guerriglia, bottiglie lanciate, bombe carta, cassonetti divelti, pietre lanciate contro la polizia. Circa duecento persone appartenenti ai gruppi giovanili di sinistra hanno contestato così la presentazione del libro di Domenico Di Tullio "Nessun dolore, una storia di CasaPound", in programma per le 18 alla libreria Mondadori di via Ruggero Settimo. Nella zona, dove sono stati lanciati anche dei lacrimogeni, il traffico è bloccato. Gli uomini delle forze dell’ordine presidiano la via per evitare il contatto tra i giovani di sinistra e quelli di Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della Libertà, e di Casapound. "È un inferno - dicono alcuni testimoni -, lanciano bottiglie ed incendiano cassonetti". I giovani hanno divelto cestini per i rifiuti e li hanno lanciati contro le forze dell’ordine che hanno risposto con lanci di lacrimogeni.  I disordini sono avvenuti in piazza Verdi di fronte il teatro Massimo a poche decine di metri dalla libreria.  La manifestazione contro la presentazione del libro che era stata annunciata è cominciata in modo pacifico da parte di studenti e di aderenti allo Slai Cobas. Poi sono intervenuti giovani dei redblock e dei centro sociali e si è scatenata una sorta di guerriglia urbana.

I precedenti
Venerdì scorso erano comparse delle scritte come "Combatti il fascismo, boicotta Mondadori" sulle vetrine della libreria in via Ruggero Settimo a Palermo. Altre scritte, tra cui una stella a cinque punte, erano state fatte poco lontano sul muro in via Magliocco. Esponenti di Giovane Italia e di Casapound avevano sostenuto che le scritte fossero legate alla presentazione del libro di Domenico Di Tullio. Una presentazione era già saltata l’11 febbraio scorso "per motivi di ordine pubblico". Una denuncia è stata presentata alla Procura di Palermo dal coordinatore provinciale dello Slai Cobas, Rosario Sciortino, verso organizzatori e sostenitori della presentazione del volume. Sciortino sostiene che "il libro in questione esprime posizioni e idee di tipo fascista". I collettivi antifascisti avevano indetto per questo pomeriggio, a partire dalle 16, un presidio in via Ruggero Settimo per bloccare l’ingresso alla Mondadori, con il dichiarato intento di far saltare la presentazione, come già accadde lo scorso 23 febbraio. Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà, da parte sua, partecipa all’incontro per ribadire la solidarietà ai militanti di Casapound, "vittime giorni fa di un’aggressione in pieno centro, e per affermare con forza la libertà d’espressione che gruppi eversivi di sinistra tentano di sopprimere.

Tensione in città La tensione è palpabile in città - dice Mauro La Mantia, presidente Regionale di Giovane Italia che oggi presenterà il libro insieme ad altri relatori - ma penso che oggi vincerà la libertà d’espressione su minacce e violenze. Presidieremo tutto il pomeriggio la Mondadori per dimostrare che le intimidazioni e le aggressioni non impauriscono".

L'aggressione nei giorni scorsi "Va fatta chiarezza su quanto è accaduto, la scorsa notte a Palermo, quando due ragazzi di CasaPound Italia sono rimasti feriti dopo essere stati aggrediti da una trentina di militanti dei centri sociali, nel corso di un agguato premeditato, mentre nello stesso tempo qualcuno dava fuoco alla sede di Cpi nel centro storico della città". Così Domenico Scilipoti (Mrn) in riferimento "al grave fatto di cronaca avvenuto a Palermo".

«Il clima di tensione che sta vivendo la città in questi giorni è palpabile e stranamente coincide - aggiunge Scilipoti - con la presentazione del romanzo di Domenico Di Tullio "Nessun dolore, una storia di Casa Pound". È inaccettabile che si possa mettere a ferro e a fuoco una città solo per impedire la presentazione di un libro.

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