L'AfD assume il rifugiato che attacca i connazionali

Il partito dell'ultradestra tedesca ha deciso di inserire Kevbork Almassian fra i suoi collaboratori

L'AfD assume il rifugiato che attacca i connazionali

Le vie per l'asilo sono infinite. Deve averlo pensato, almeno in segreto, Kevork Almassian, un rifugiato siriano che è riuscito a farsi dare un lavoro in Germania addirittura da Alternative für Deutschland (Afd), il partito xenofobo dell'estrema destra tedesca. L'ondata migratoria dalla Siria che la cancelliera Angela Merkel ha agevolato alla fine del 2015 ha fatto la fortuna di Afd, che ha registrato il pieno di voti alle ultime elezioni in Germania insistendo sulla pericolosità sociale della marea umana arrivata dal Paese mediorientale devastato dalla guerra. Ma Almassian è un siriano sui generis, con un paio di caratteristiche che lo hanno reso gradito agli ultrà della destra tedesca: è cristiano e non musulmano, e poi è un più che convinto sostenitore del regime di Bashar el Assad, che Afd guarda con simpatia.

Kevork ha poco più di trent'anni e l'aspetto di un distinto intellettuale, ben poco a che vedere con la gran maggioranza dei suoi disgraziati connazionali approdati in Europa dopo estenuanti marce attraverso la Turchia e i Balcani. È arrivato a Zurigo in aereo e ha raggiunto la vicina Germania con un bus di linea. Viene da Aleppo e ha alle spalle una famiglia benestante che gli ha consentito di studiare relazioni internazionali in università private prima a Damasco e poi in Libano. La guerra scoppiata in Siria nel 2011 ha distrutto la sua città e gli affari del padre, spingendolo a fuggire verso l'Europa dopo che un suo fratello era stato rapito. Il Times, che racconta la sua storia, spiega come non abbia mai nascosto le sue simpatie per Assad: attivo come commentatore politico, espone le sue vedute che includono richiami alla pericolosità della massa dei siriani giunti in Germania, descritti come potenziali terroristi islamici su un canale inglese su YouTube («Syriana Analysis») da oltre 27mila abbonati.

Già nel 2013 le sue posizioni gli avevano attirato l'interesse dell'Afd: fu citato da una rivista di estrema destra diretta da Manuel Ochsenreiter, poi espulso dal partito per aver organizzato un attacco incendiario in Ucraina per conto di un'agenzia di spionaggio russa. Ochsenreiter lavorava per l'attivista di Afd Markus Frohnmeier, approdato al Bundestag grazie al trionfo del 2017.

È così accaduto che il neo deputato ha assunto nel suo ufficio il rifugiato, con cui condivide simpatie per Assad e per Mosca. Ora si occupa di «contropropaganda» in favore di Assad e aspira a un passaporto tedesco. Lo stile di vita del suo Paese di elezione, assicura, è di suo pieno gradimento.

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