Attesa Ryder Cup, ecco chi rischia di guardarla in tv

A due mesi dalle convocazioni lL’italiano Francesco Molinari occupa l’ultimo posto disponibile per la convocazione in Ryder Cup. Mentre Garcia, Harrington, Casey, Wilson e Jimenez non sono ancora sicuri di un posto

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di guardarla in tv

Mentre in tutto il pianeta impazza il toto-nazionali e si fanno carte false per scoprire con quale modulo giocheranno le formazioni che tra pochi giorni scenderanno in campo nei Mondiali di calcio in Sudafrica, in quell’universo parallelo che si chiama European Tour, invece, ci si ingarbuglia il cervello nel tentativo di profetizzare e, sopratttutto, di azzeccare, i nomi dei giocatori della prossima Ryder Cup.
A circa centoventi giorni dalla competizione vera e propria e a ottanta dall’annuncio ufficiale del team (che avverrà il 29 agosto), il gioco comincia a farsi decisamente complicato. E non solo perché, a sparigliare le carte, sono piovute, forse inattese, le vittorie di due dei protagonisti dell'ultima Ryder Cup: quel Graeme Mc Dowell che ha trionfato in Galles sullo stesso percorso in cui si giocherà in ottobre, e quel Justin Rose, che, con il successo al Memorial, ha ricordato a capitan Montgomerie il suo numero di telefono.
No. Piuttosto, perché da qui al 29 agosto, i calendari dei giocatori top fifty del World Ranking sono ricchi di circoletti rossi: ci sono infatti ben sette mega tornei capaci di ribaltare tutte le premesse. Parliamo di tre Major (Us Open, British Open e Pga Championship), dell'Open di Francia, di Loch Lomond, dell'Irish Open e, infine, di un ricchissimo WGC. Poche dunque le certezze in questo mare di incertezze. Anche se Colin Montgomerie una sicurezza ce l'ha e l'ha sottolineata in conferenza stampa al Royal Park: a ottobre le condizioni del TwentyTen, il percorso della Ryder, saranno completamente diverse rispetto a quelle che i pro hanno incontrato la settimana scorsa nel Wales Open. Il campo sarà decisamente più pesante, la palla volerà di meno e dunque, nella testa del capitano, i long hitters (leggi per esempio Quiros, che gode del pubblico apprezzamento di Monty) saranno i favoriti. Tra questi ultimi, le chance di Sergio Garcia di far parte della squadra appaiono ridotte al lumicino. Non solo perché, nonostante l'invito di Monty, ha incautamente disertato l'appuntamento con il Galles, ma anche perché lui stesso a Madrid si è definito «in uno stato di forma così approssimativo da non essere pronto per la Ryder».
Ad oggi, oltre a Garcia, a rischiare il posto, incredibilmente, sono anche Padraig Harrington, Paul Casey, Oliver Wilson, Miguel Angel Jimenez e gli stessi Justin Rose (che non si è qualificato per lo Us Open) e Graeme Mc Dowell. Tutti pezzi da novanta, insomma, ma comunque capaci, con una prestazione pesante, di staccare anzitempo il biglietto per Newport. Quelli che, invece, dormono sonni tranquilli sono Lee Westwood, Rory Mc Ilroy, Ian Poulter, Luke Donald, Martin Kaymer e Alvaro Quiros: difficile, se non impensabile, prevedere una loro assenza dalla squadra. Devono ancora lottare con le unghie e con i denti Simon Dyson, Ross Mc Gowan e il nostro Francesco Molinari, che ad oggi è l'ultimo dei qualificati di diritto. A questi eventuali nove nominativi, il capitano Montgomerie dovrà poi aggiungere quelli di tre giocatori scelti personalmente: che ci possa essere anche quello di Edoardo Molinari, in fondo, in fondo, non è un’utopia.

Se infatti, dopo tanti anni di presenza, per ora mancano all'appello Ryder i campioni svedesi, perché allora non sognare in squadra un foursome italiano? Ma, per scaramanzia, continuiamo a comportarci come il più grande (per età) dei due fratelli: facciamo finta che tutto questo non sia vero.

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