Berline medie Citroën, cinque generazioni sotto il segno del comfort

Da più di cinquant’anni se dici Citroën non puoi che pensare al comfort. Il merito si deve anche alla lunga serie di berline medie prodotte dalla casa francese. Ripercorriamone la storia: dalla prima GS alla più recente C5 X

Berline medie Citroën, cinque generazioni sotto il segno del comfort

Art de vivre: la Dolce Vita in salsa francese è prima di tutto libertà. Libertà di esprimersi che spesso coincide con libertà di muoversi. Nel corso della sua storia ultracentenaria, il marchio Citroën ha saputo interpretare la necessità dei francesi di spostarsi liberamente e lo ha fatto in almeno due modi e momenti diversi: da una parte motorizzando il popolo con la 2CV (era il 1948), dall’altra offrendo alla classe più agiata un mezzo di trasporto di alta gamma con la DS (era il 1955). Da una parte l’espressione più pura della mobilità accessibile, dall’altra un primo esempio di esclusività (anche tecnica) su quattro ruote. Nel mezzo, vi erano le esigenze di una classe media che, nonostante il budget limitato, non era affatto disposta a scendere a compromessi in termini di comfort e libertà di movimento. Fu così che nacque la stirpe delle berline medie Citroën: una storia fatta di comfort e innovazione che prosegue da oltre 50 anni e cinque generazioni (più una).

Citroen Gsa

Citroën GS (1970 - 1982)

Dopo il successo di 2CV e DS, in Citroën vollero studiare qualcosa di nuovo, inserendo a listino una vettura di medie dimensioni capace di soddisfare quel mercato sempre più in espansione, rappresentato dalle vetture di circa 1000 centimetri cubi di cilindrata. Si decise di affidare Robert Opron, successore di Flaminio Bertoni, l’incarico di disegnare la carrozzeria di una nuova vettura media, mentre Magès (il padre dell’idropneumatica) si occupò della geometria della sospensione, ispirata a quella della DS ma decisamente più moderna. A marzo 1970, al Salone di Ginevra, debuttò la Citroën GS. Tra le innovazioni dell’epoca figuravano la carrozzeria monoscocca e una geometria inedita per le sospensioni idropneumatiche, ingegnerizzate per contrastare il fastidioso beccheggio del veicolo in frenata e in accelerazione. Non mancavano nemmeno i quattro freni a disco, un motore boxer a quattro cilindri dalle vibrazioni ridottissime e uno spazio interno sufficiente per far viaggiare in totale comfort tutti e cinque i passeggeri. Una caratteristica, quest’ultima, che venne ulteriormente enfatizzata nel 1971 dal lancio della GS Break, familiare ante litteram tutta casa e comfort.

Citroen Bx

Citroën BX (1982 - 1993)

Nel 1982, la direzione stilistica del marchio francese è nuovamente in mani italiane: è la fase in cui gran parte delle vetture con il double chevron sul cofano vengono disegnate dalla carrozzeria Bertone e, nello specifico, dal designer di punta Marcello Gandini (“papà”, tra le altre, della Lamborghini Miura). Tra queste figura la seconda generazione della segmento D Citroën, denominata BX. Dopo una première scenografica ai piedi della Tour Eiffel, la vettura debutta al Salone di Parigi del 1982 come indiscussa protagonista della kermesse. Sempre a trazione anteriore con motore trasversale, la BX viene resa più efficiente e performante, grazie all’utilizzo esteso di materiali compositi per elementi come i paraurti, il portellone del bagagliaio, il cofano motore e i pannelli posteriori. Lo stile squadrato, risultato di una delle prime applicazioni della tecnologia CAD nel settore automobilistico, risulta particolarmente funzionale nel ridurre la resistenza aerodinamica (ottimo per l’epoca il Cx di 0,34), mentre le sospensioni continuavano a proporre la chicca della tecnologia idropneumatica. Numerose dotazioni rendevano la BX un punto di riferimento per la tecnologia e la tecnica: tetto apribile, aria condizionata, strumentazione digitale, rivestimenti in velluto, cerchi in lega, orologio digitale, computer di bordo, iniezione elettronica, motore diesel, cambio automatico, trazione integrale permanente e ABS. Nel 1985, la BX riceve la variante familiare Evasion. Con oltre 2,3 milioni di esemplari commercializzati, la BX divenne una delle Citroën più vendute, contribuendo a consolidare la popolarità del marchio negli anni ottanta.

Citroen Xantia

Citroën Xantia (1993 - 2000)

Nel marzo del 1993, al Salone di Ginevra, Citroën svela al mondo la nuova Xantia. Nuovo nome, stesse ambizioni delle progenitrici, come dimostrato dall’evoluzione delle sospensioni idropneumatiche con il debutto della tecnologia Hydractive II, un sistema a controllo elettronico che riduce il rollio e migliora la tenuta di strada, senza perdere nulla in termini di comfort. Gli occupanti possono beneficiare di inedite imbottiture per i sedili che diventeranno una vera firma del marchio francese negli anni a venire. Fuori, Xantia si fa più affilata, pur mantenendo una certa continuità nelle proporzioni nel pieno rispetto delle vetture che l’hanno preceduta. Nel 1995 arriva la variante station wagon, mentre nel 1998 è proprio la Xantia a inaugurare uno dei motori più iconici della storia dell’allora gruppo PSA: il 2.0 diesel HDi con tecnologia common rail ad alta pressione.

Citroen C5

Citroën C5 (2000 - 2017)

Un momento di svolta è segnato dalla nuova Citroën C5: con la nuova segmento D, svelata all’inizio del nuovo millennio, la casa propone un modello dallo stile più audace, con proporzioni inedite e un’attenzione ancora maggiore alla tecnologia e alla sicurezza. Con un passo lungo e sbalzi ridotti, la C5 offre un’abitabilità tra le migliori del segmento e un abitacolo meglio rifinito. A livello meccanico, l’architettura totalmente inedita non rinuncia alle sospensioni idropneumatiche, evolute con la terza generazione della tecnologia Hydractive a controllo elettronico (regolabile anche manualmente nell’altezza dell’assetto). Ricca la gamma motori, al cui vertice spiccava il primo V6 mai montato su una vettura Citroën di questo segmento (un 3.0 a benzina da 207 CV). Tra i diesel, al classico 2.0 HDi si affiancò il potente 2.2 HDi da 136 CV, portato a 170 CV in occasione del restyling 2005. Anche la C5 ebbe la sua variante Break familiare, caratterizzata dai singolari fanali posteriori a sviluppo verticale.

Citroen C5

Nel 2008, la C5 cede il passo a una seconda generazione completamente rivista dal punto di vista estetico: l’obiettivo è sfidare le concorrenti premium tedesche che all’epoca (come del resto oggi) dominavano le classifiche di vendita. La nuova C5, disponibile fin da subito in versione berlina 4 porte e Tourer (sparisce la denominazione Break), convince per lo stile raffinato e le proporzioni classiche, oltre che per un abitacolo fortemente innovativo nello stile e nella dotazione tecnologica. Le sospensioni Hydractive III+ diventano però appannaggio delle motorizzazioni più potenti, come nel caso del nuovo 2.7 HDi turbodiesel V6 da 204 CV e del 3.0 benzina V6 da 211 CV. Nel 2009 debutta il vero top di gamma, il 3.0 HDi turbodiesel V6 da 241 CV. Con la fine della produzione della C5 nel 2017 (anche se in Cina il modello continuerà ad essere commercializzato con diversi restyling fino al 2020) termina anche l’avventura commerciale delle Citroën con sospensioni idropneumatiche.

Citroen C5 X

Citroën C5 X (2021 - )

La saga delle berline medie Citroën riprende vita nel 2021 con il lancio della nuova C5 X. Una formula inedita nel segmento - una riuscita via di mezzo tra una coupé, una station wagon e un crossover - per tornare a fare ciò che la casa francese sa fare meglio: offrire un’auto spaziosa e tecnologica per affrontare i lunghi viaggi nel comfort più totale. Primo veicolo di questa serie ad essere proposto in versione ibrida plug-in, C5 X non prevede le sospensioni idrattive ma si difende grazie alla tecnologia attiva Citroën Advanced Comfort, che associa la sospensione con doppi Smorzatori Idraulici Progressivi (già presente nella gamma Citroën su C4 e C5 Aircross) al controllo elettronico degli ammortizzatori. Nello specifico, la sospensione di ciascuna ruota è controllata in modo indipendente e in tempo reale per rispondere alle sollecitazioni incontrate, con uno smorzamento che beneficia del controllo preciso, puntuale e costante dell’elettronica.

A poco più di un anno dall’avvio delle vendite, la nuova C5 X sta incontrando il favore degli automobilisti (l’auto è la seconda segmento D generalista più venduta in Europa). Il mix tra comfort e tecnologia si è dimostrato ancora una volta una scelta azzeccata.

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