È arrivato il caldo: ecco da quando si può accendere l'aria condizionata

L'uso dell'aria condizionata nei giorni di caldo per rinfrescare gli ambienti domestici è spesso orientata verso gli sprechi: ecco come utilizzare al meglio i nostri condizionatori nei mesi estivi

È arrivato il caldo: ecco da quando si può accendere l'aria condizionata
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Negli ultimi giorni ci siamo accorti dell'aumento termico che, di conseguenza, fa aumentare il calore anche all'interno degli appartamenti soprattutto durante le ore diurne. Se, forse, è ancora presto per accendere l'aria condizionata per rinfrescare gli ambienti, con l'arrivo dei primi caldi estivi sarà importante, per chi possiede condizionatori d'aria, mantenere una temperatura che non vada incontro a eccessi sia per non ammalarci ma anche per risparmiare sulla bolletta.

Quando accendere i condizionatori

In ogni caso e in maniera differente rispetto al periodo invernale, non c'è una legge che stabilisca quando debbano essere accesi, sia nel pubblico che nel privato, come è accaduto lo scorso inverno con l'Italia divisa per aree di accensione e periodi differenti man mano che si procedeva da nord a sud. Ma il buon senso e alcuni consigli degli esperti possono aiutarci a capire come utilizzarli al meglio, a partire dal periodo di accensione degli impianti. Non c'è motivo, ad esempio, per accenderli se fuori le temperature massime diurne non superano 26-28°C e il clima all'interno della casa si mantiene fin sui 23-24°C perché se la temperatura ideale da impostare è compresa tra i 22-25°, vuol dire che la temperatura esterna dovrà superare almeno la soglia indicata prima.

Quali sono le regole

Innanzitutto è buona norma non creare un'enorme differenza tra esterno e interno: se fuori fa caldissimo (ipotizziamo 35°C) è bene non superare i 7-8°C di scarto con l'ambiente casalingo impostando una corretta temperatura per il nostro condizionatore. L'anno scorso, come molti ricorderanno, all'interno del decreto Bollette era stato stabilito che negli edifici pubblici non si potesse mettere una temperatura inferiore ai 27°C ma con due gradi di tolleranza, di fatto 25°C: la norma non valeva, ovviamente, per le case private. Come ricorda Today, la regola è rimasta in piedi fino allo scorso 31 marzo e, fino a oggi, il nuovo governo non ha dato indicazioni o obblighi particolari.

L'importanza della deumidificazione

Quasi tutti i condizionatori d'aria possiedono l'opzione della deumidificazione: senza dover impostare una temperatura predefinita, lo strumento cercherà di risucchiare tutta l'umidità presente nell'ambiente con una sensazione di benessere e limitando i danni dalla classica opzione di aria condizionata in cui, se i valori si impostano troppo al ribasso, possono nuocere al nostro organismo (raffreddore, mal di testa, ecc.). Togliere la quantità più elevata di umidità dall'aria dà la stessa, se non migliore, sensazione che si ottiene impostando manualmente la temperatura desiderata.

Altri consigli

Capitolo notte: in molti fanno l'errore di tenere acceso il condizionatore in maniera continuativa quando si dorme molte ore ma, anche in questo caso, gli effettivi negativi per la salute possono superare i benefici. Due semplici regole consistono nell'alzare la temperatura così da far in modo che si possa bloccare una volta raggiunta, usare sempre e comunque la deumidificazione oppure refrigerare l'ambiente prima di coricarsi e staccare l'aria condizionata una volta a letto. I più moderni, poi, consentono la programmazione direttamente sul display del telecomando così da poterlo impostare, ad esempio, una mezz'ora prima del risveglio mattutino. In questo modo, oltre a stare bene, eviteremmo sprechi sui costi delle bollette.

Per ottenere altri risparmi, invece, sarà buon uso abbassare serrande e tapparelle laddove

batte il sole per mantenere il più possibile fresco il nostro ambiente. La stessa cosa vale per le finestre che vanno tenute chiuse nelle ore più calde della giornata così da non far impennare la temperatura dentro casa.

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