"Agonia di 10 ore, poteva essere salvata". Il parere dell'esperta sull'omicidio Mollicone

La ricostruzione della consulente Cattaneo: "Cranio compatibile con il buco trovato nella porta". Giallo sul calco del pugno di Marco Mottola

"Agonia di 10 ore, poteva essere salvata". Il parere dell'esperta sull'omicidio Mollicone
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È stata una morte lenta, avvenuta tra le 13.30 e le 20 del primo giugno di 22 anni fa. È questa la ricostruzione della professoressa Cristina Cattaneo dell'Università di medicina legale di Milano, la consulente della Procura che è stata sentita nell'ambito del processo di appello davanti ai giudici della corte d'Assise d'Appello di Roma sul caso Serena Mollicone. Il decesso non è stato immediato: l'esperta ha affermato che "la sua agonia è durata da una a dieci ore e quindi poteva essere salvata".

All'ipotesi della morte lenta si è arrivati alla luce dell'edema celebrale che sarebbe stato riscontrato, ma senza sanguinamento. Il che non sarebbe paragonabile alla tipica emorragia. Tradotto nei fatti: la ragazza non sarebbe morta sul colpo. "Probabilmente si arriva all'evento del decesso, perché le vengono chiuse le vie aeree", ha spiegato Cattaneo.

Il delitto ai danni della ragazza di Arce (in provincia di Frosinone), il cui corpo venne trovato privo di vita in località Fontecupa nel territorio di Fontana Liri, continua a tenere banco. Per l'esperta ha avuto un trauma cranico senza sanguinamento: la consulente della Procura ha parlato di una morte lenta "per asfissia" e di un colpo moderato al cranio che sarebbe "compatibile" con il buco rinvenuto nella porta della foresteria della caserma dei carabinieri di Arce. "La testa ha impattato con l'arcata zigomatica", ha aggiunto. È proprio sulla porta che si aprono versioni differenti: è stata aggredita in un alloggio della caserma di Arce e ha sbattuto contro la porta danneggiandola oppure la lesione nella porta è stata causata da un pugno scagliato dall'ex comandante Franco Mottola in un altro momento?

Nell'udienza si è assistito a un vero e proprio giallo. L'avvocato Mauro Marsella ha dichiarato di aver appreso l'assenza del calco del pugno di Marco Mottola benché in primo grado siano stati prodotti entrambi. Il riferimento è alle parole della professoressa Cattaneo che "ha detto di aver trovato in cancelleria solo uno di questi calchi". Un atto che - secondo il legale del pool della Difesa della famiglia Mottola - rappresenta un dato di assoluto rilievo in quanto "priva la difesa della possibilità di dimostrare che vi sia compatibilità comunque con entrambi i pugni".

Davanti alla Corte hanno testimoniato consulenti e periti che si sono occupati del caso

Mollicone. Tra i presenti l'ex comandante Franco Mottola e il figlio Marco. In Aula anche il carabiniere Francesco Suprano, accusato di favoreggiamento. Assente invece Annamaria Mottola, moglie di Franco.

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