Così i cinque nordafricani si vantavano dello stupro: la chat dell'orrore

Alcool a fiumi alla base della notte da incubo di una 16enne, violentata a turno da ubriaca da coetanei in un appartamento di Roma

Così i cinque nordafricani si vantavano dello stupro: la chat dell'orrore

Sembra non esserci più limite al peggio, soprattutto quando i protagonisti delle storie di cronaca sono gli adolescenti, incapaci di valutare la gravità delle loro azioni. L'ultimo caso che li vede coinvolti proviene da Roma, dove un gruppo di minorenni nordafricani ha violentato una coetanea. Non paghi, hanno filmato tutto e condiviso il video online. L'episodio si è verificato in un'abitazione privata del quartiere San Paolo, periferia della Capitale, durante un party tra giovanissimi oltre un anno fa, il 7 febbraio 2021. Solo ora le forze dell'ordine hanno reso pubblici i dettagli di quella vicenda, al termine di un'indagine delicatissima e molto complicata che ha visto coinvolti per la maggior parte ragazzi molto giovani. È l'ennesimo stupro, l'ennesimo episodio che vede coinvolti giovanissimi stranieri in una Roma che sembra vittima di una deriva sociale inarrestabile

Stando a quanto riporta la Repubblica, la giovanissima vittima sarebbe una 16enne privata della sua volontà a causa dell'eccesso di alcool. La serata a base di bevande ad alto tasso alcolico è stata organizzata da una 18enne all'interno del suo appartamento, dove a un certo punto la situazione sarebbe degenerata proprio a causa della bassa età dei partecipanti e dell'eccesso di alcool, miscela esplosiva che ha reso il party ingestibile, nonostante alla festa fossero presenti solamente sei persone. Per gli investigatori, quella notte in quell'appartamento romano a un certo punto non ci sono più stati invitati ma solamente una vittima e i suoi carnefici.

Mentre la 16enne veniva stuprata, un 17enne riprendeva tutto con il suo telefono cellulare. Quel video, forse per goliardia o per chissà quale motivo, viene successivamente caricato in una chat di Whatsapp partecipata solamente da giovanissimi tra i 14 e i 17 anni. È da qui che parte il video, che poi rimbalza di telefono in telefono diventando rapidamente virale, rendendo due volte vittima la giovanissima protagonista di quel video terribile. I due maggiorenni presenti alla festa sono stati accusati dagli investigatori di violenza sessuale di gruppo.

Nell'indagine è stata coinvolta anche la padrona di casa che ha ospitato l'evento e per lei l'accusa è di favoreggiamento. Il suo ruolo sarebbe stato quello di tentare di far desistere la vittima a denunciare i suoi quattro aggressori. "Non denunciarli", le avrebbe detto. Inutilmente, però, perché la giovanissima si è poi rivolta ai carabinieri. Inoltre, lei avrebbe sminuito quanto accaduto in quell'appartamento: "Lei barcollava si vedeva che era parecchio brilla, in ogni caso mi sembrava comunque presente a sé stessa".

Ma le rivelazioni della minorenne durante la denuncia sono quelle purtroppo note delle altre vittime di stupro: "Mi sono sentita come un oggetto. Dopo che ha finito uno di loro è arrivato un altro, come un via vai", ha raccontato la giovane. La 16enne nella sua deposizione è stata molto chiara: "So solo che non volevo farlo con loro, perché ero ubriaca e loro non mi piacevano". Quella notte l'alcol scorreva a fiumi e anche gli aggressori erano piuttosto ubriachi: "Penso che loro capivano un po' di più perché sono abituati. Io andavo a sbattere da tutte le parti. Mi sono ritrovata a letto perché volevo dormire, mi sono ritrovata lui che mi baciava e che ci provava...".

La giovane era talmente tanto ubriaca da essere portata da uno dei suoi aggressori nella vasca da bagna dopo la violenza per riprendere i sensi e qui si sarebbe verificata l'ennesimo atto di quella notte da incubo. Uno dei giovani presenti a quella festa, vantandosi su Whatsapp avrebbe scritto a un amico: "Pe ditte ce stava sta pischella che era venuta...

A Fra, sta pischella se l'è scopata prima un mio amico, poi io, poi un altro, poi se la semo, poi se la semo fatta in due nella vasca, poi se l'è riscopata, poi io....poi nun s'è capito un ca...". E l'amico, quasi invidiandolo, si complimenta.

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