Cento giorni senza piogge: scatta l'allarme lungo il Po

In Piemonte sarà difficile dare il via alla stagione dell’irrigazione: agricoltura a rischio

Cento giorni senza piogge: scatta l'allarme lungo il Po

Sono più di tre mesi, per l’esattezza cento giorni, che nel distretto padano non si verificano piogge significative. Questa particolarità crea una situazione di grave siccità del fiume Po che va a interessare l’intera zona padana. Secondo quanto rilevato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica, ai minimi storici dal 1972 troviamo gli affluenti Trebbia, Secchia e Reno mentre, per quanto riguarda Dora Baltea, Adda, e Ticino, si registra un -75% nelle portate. A lanciare l'allarme è l'Osservatorio sulle crisi idriche che è stato convocato per la giornata di oggi, giovedì 17 marzo, dall'Autorità di bacino del fiume Po-MiTe.

A essere a rischio è anche l’agricoltura: in Piemonte sarà infatti problematico dare il via alla stagione dell'irrigazione. L'Autorità chiede deroghe per i prelievi, a vantaggio dell’agricoltura e della produzione di energetica idroelettrica. A peggiorare la situazione ci sono la temperatura invernale che è stata più alta anche di 2,1-2,5 gradi, il vento e la continua assenza di neve. Questi fattori hanno composto un quadro complessivo sempre più deficitario che pone a rischio l’agricoltura, l’habitat, e la produzione di energia idroelettrica, in un momento che è già particolarmente difficile per il nostro Paese.

Uno degli inverni più caldi e secchi

L'inverno 2021-22 resta uno dei più caldi e secchi di sempre, nel quale il deficit medio di precipitazioni tocca -65%. Questo è un dato fortemente negativo che si traduce in oltre 90 giorni senza piogge significative. L'ultimo evento che ha interessato il distretto, registrato tra il 14 e il 15 febbraio, per l'Osservatorio non ha portato in modo significativo al rimpinguamento della risorsa idrica, né a mitigare la permanente aridità dei suoli che resta deficitaria. Nell'ultimo mese le portate del Po "hanno continuato il loro processo di lento e progressivo esaurimento, raggiungendo i valori minimi dal 1972: a Pontelagoscuro il dato è di 603 metri cubi al secondo (deficit complessivo di marzo pari a -55%), ma la sezione maggiormente in crisi rimane quella di Piacenza con una portata ridotta a soli 260 m3/s e un deficit del -66%". Criticità si registrano anche per le sorgenti del settore dell'idropotabile, in particolare nella zona piemontese e in Appennino.

A rischio l'agricoltura

Il Segretario Generale di ADBPo-MiTE Meuccio Berselli ha spiegato che "livelli di siccità così severa fino in taluni casi ad essere addirittura estrema in questo periodo non sono certamente nella norma. Sta iniziando proprio in questo periodo la stagione più importante dell'anno per il comparto agricolo e serve risorsa per poter far fronte ai fabbisogni utili alle produzioni che in questo momento storico sono ancora di più indispensabili per le nostre comunità. È prioritario dunque che si istituiscano dove possibile le deroghe per consentire il prelievo di acqua. Prelievo che per l'agricoltura e la produzione di energetica idroelettrica, vista la carenza, ha una valenza imprescindibile".

Sarà così ancora per tanto

Si tratta di un inverno mite e secco e, secondo i modelli previsionali, questa ‘stabilità climatica’ è destinata ancora a perdurare. Eventuali piogge future saranno comunque inferiori alle medie e le temperature saranno piuttosto elevate anche nel prossimo periodo. Come sottolineato dall’Autorità Distrettuale, questa condizione lascia presagire come la disponibilità di acqua attuale, non andando ad aumentare, difficilmente potrà colmare i fabbisogni della prima parte dell'estate, generando anche una probabile situazione di forte pressione per l'habitat fluviale, oltre al comparto idroelettrico che registra già i minimi di produzione degli ultimi venti anni. Berselli ha anche tenuto a dire che “la portata del fiume Po in questo momento ci dimostra in molte sezioni che siamo in condizioni di estrema severità idrica. In alcuni casi con condizioni meno gravi, ma condizioni estreme sono a Piacenza, Cremona e gran parte della zona piemontese".

Cosa deve essere fatto subito

Il segretario generale ha ricordato che a breve avrà inizio la stagione dell'agricoltura in cui si deve prelevare acqua per poi distribuirla. Per questo motivo ha ribadito che si devono subito istituire le deroghe, consentire il prelievo e all'idroelettrico di produrre energia perché, proprio in una situazione così drammatica per la geopolitica attuale, si deve riuscire a far maturae i raccolti e a fare energia idroelettrica.

Berselli ha sottolineato che la situazione è preoccupante anche per l'intrusione del cuneo salino, ovvero la penetrazione dell'acqua marina verso l'entroterra, che ha superato i 10 chilometri di intrusione dalla costa, principalmente nel ramo di Pila e Goro, con un valore che è solitamente del periodo estivo, e anche per il fatto che i grandi laghi siano, come per esempio il Lago Maggiore, riempiti solo al 30%.

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