Il Comune di Pisa revoca cittadinanza onoraria a Mussolini

Il Consiglio comunale di Pisa ha revocato l'onoreficenza al capo del fascismo, concessa nel lontano 1924. Dopo un acceso dibattito in consiglio comunale è arrivata la votazione

Il Comune di Pisa revoca cittadinanza onoraria a Mussolini

Nella tarda serata di giovedì il Consiglio comunale di Pisa ha tolto la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa il 23 maggio 1924. I lavori del consiglio, conclusisi intorno alle 22, hanno visto un acceso dibattito. A seguire i lavori, tra il pubblico, c'era anche il presidente dell’Anpi di Pisa, Bruno Possenti: "La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che il Consiglio Comunale attribuisce a personalità che meritano la gratitudine di una intera comunità. Mussolini non ha meriti verso la città di Pisa, né verso l’Italia, né verso l’umanità. Quello di oggi è un atto politico di grande valore soprattutto in un momento in cui razzismo, xenofobia e apologia del ventennio sono presenti in maniera preoccupante nella nostra società. L’Anpi ringrazia il consigliere comunale Giovani Garzella (Pisa è, ndr) che ha portato questo provvedimento all’attenzione del Consiglio Comunale e quanti lo hanno sostenuto".

La proposta è passata anche coi voti favorevoli del sindaco Marco Filippeschi e del presidente del Consiglio Comunale, Ranieri Del Torto. Hanno votato contro i consiglieri Filippo Bedini e Maurizio Nerini, entrambi della lista "Noi Adesso Pisa -Fdi-An. Non hanno partecipato al voto Raffaele Latrofa (Pisa nel cuore), Riccardo Buscemi (Fi-Pdl) e Virginia Mancini (Fi-Pdl).

Quest'ultima, capogruppo di Forza Italia, in una nota su Facebook aveva scritto: "Nessuno di noi può dimenticare gli errori o gli orrori del nazifascismo, nessuno di noi può giustificare un periodo buio e grondante di sangue italiano, nessuno può dimenticare gli orrori derivati dalle leggi razziali, peraltro molte delle quali promulgate proprio a Pisa, in San Rossore, nel 1938, quattordici anni dopo l'evento in discussione, nessuno dimentica uno stato di polizia oppressore degli oppositori, per contraltare si potrebbero addurre almeno cento cose positive del periodo fascista, facilmente consultabili ed elencabili (dall'istituzione dell'Inps, ai vaccini obbligatori, all'istruzione obbligatoria, al piano di case popolari etc), ma non è questo il punto, anche una sola persona che paga con la vita, oscura ovviamente, tutto il buono, anche una sola vita stroncata deve bastare ad ammainare per sempre i vessilli insanguinati".

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