Uccise il figlio e smembrò la madre: l'orrore durante il lockdown, ora l’ergastolo

A Genova la donna è stata condannata aver ammazzato il suo bambino di tre anni nel 2019 e la mamma durante il lockdown

Uccise il figlio e smembrò la madre: l'orrore durante il lockdown, ora l’ergastolo

Giuliana Stanganini era accusata di avere ucciso a Genova il figlio Adam di tre anni nel novembre 2019 e anche dell'omicidio della madre, Loredana Stuppazzoni, durante il lockdown del 2020. Dopo aver ucciso la mamma ne aveva addirittura smembrato il corpo con l’intento di nasconderlo. Ieri è stata condannata all’ergastolo dalla Corte d'Assise di Genova. I pubblici ministeri Sabrina Monteverde e Stefano Puppo avevano chiesto la condanna a 30 anni di reclusione, ma la sentenza è stata invece ancora più severa. Per la procura la Stanganini non avrebbe alcun vizio di mente. I pm non hanno contestato la premeditazione, nonostante la donna avesse fatto ricerche sul web riguardanti l'infanticidio perché le ricerche risalivano a un mese prima della morte del bambino. La donna era accusata di duplice omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, oltre che di maltrattamenti e utilizzo fraudolento del bancomat della genitrice.

Condannata all'ergastolo

Il legale della difesa, l'avvocato Chiara Mariani, che aveva chiesto l'assoluzione nel merito per infermità mentale, ha così commentato la decisione del giudice: "Ce lo aspettavamo ma riteniamo la sentenza estremamente ingiusta. Aspettiamo le motivazioni per fare appello. Non capiamo però perché il giudice abbia tenuto fuori le parti civili e abbia letto la sentenza in maniera da non farsi capire dalla mia assistita che ha problemi uditivi. Aspettiamo con ansia le motivazioni anche perché il giudice ha dato più di quanto chiesto dalla procura". La difesa aspetterà quindi di conoscere le motivazioni della sentenza per fare ricorso in Appello. In udienza la 39enne aveva asserito che quando fece a pezzi il cadavere della madre era "come indemoniata, come se fossi stata in due persone. Sono andata nel panico totale, non so spiegare perché l'ho fatto. Me lo chiedo ancora oggi e so che ho bisogno di supporto. Io non volevo far sparire niente, non so perché ho fatto quel lavoro lì".

Il duplice omicidio

Nell’aprile del 2020 la Stanganini aveva detto agli inquirenti di aver trovato sua madre, la bidella 63enne Loredana Stupazzoni, impiccata nel loro appartamento genovese di via Bertuccioni a Marassi. Aveva poi raccontato di essere stata lei stessa a sezionare il corpo perché non aveva il coraggio di chiamare nessuno, e infine di essersi presentata spontaneamente in Questura per denunciare quanto avvenuto. Le indagini affidate agli agenti della squadra mobile genovese, coordinati dai sostituti procuratori Stefano Puppo e Sabrina Monteverde, avevano però svelato tutt’altro.

L’analisi dei tabulati telefonici e del computer della donna, oltre che alcune testimonianze raccolte, avevano portato a scoprire una tragica verità: la donna aveva prima ucciso il figlio, soffocandolo con un cuscino, e poi ammazzato anche la mamma. In un primo momento la morte del figlioletto era stata archiviata come naturale, ma il decesso della 63enne, avvenuto solo 5 mesi dopo, aveva fatto insospettire gli investigatori.

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