L'orrore sulla 14enne nel campo rom: in manette lo zio "orco"

Un 25enne è stato arrestato nel campo rom dell'Albuccione, alle porte di Roma, per violenza sessuale su minore. La nipote 14enne aveva denunciato molestie da parte sua

L'orrore sulla 14enne nel campo rom: in manette lo zio "orco"

Lo zio "orco" l'avrebbe molestata, palpeggiata, costretta alla visione di immagini pornografiche. Un orrore continuo consumatosi nel campo rom dell'Albuccione, alle porte di Roma. Dopo la denuncia della vittima, una 14enne che aveva confidato tutto ai genitori, le forze dell'ordine hanno fatto scattare le manette ai polsi di un 25enne di un cittadino italiano di origine slava, residente del medesimo accampamento. Il blitz è avvenuto sabato scorso, 14 maggio: l'uomo - a quanto si apprende - è accusato di violenza sessuale nei confronti della minorenne.

A dare avvio alle indagini erano state proprio le testimonianze della ragazzina, la quale aveva deciso di raccontare alla mamma e al papà il proprio dramma. Secondo quanto riferito dalla stessa bambina, lo zio le avrebbe riservato palpeggiamenti, violenze, molestie, attenzioni sconvenienti sulle quali ora gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza. Come riporta Tribuno.tv, l'uomo - compagno della sorella della mamma della ragazzina – da tempo insidiava la nipote all'interno dell'accampamento, dove pare fosse temuto per il suo atteggiamento prepotente.

Spaventata dagli atteggiamenti contestati allo zio, la 14enne aveva rotto il silenzio al quale forse l'uomo sperava di costringerla. Alla luce dei racconti raccapriccianti della vittima e delle informazioni raccolte, la Procura di Tivoli ha richiesto l'esecuzione di un provvedimento restrittivo nei confronti del 25enne per evitare la reiterazione del reato. A dichiarare l'uomo in arresto sono stati gli agenti del commissariato di Tivoli.

Già nelle scorse settimane gli agenti avevano fatto visita al campo rom di via dell'Albuccione, quartiere alla periferia di Guidonia Montecelio.

In quel caso a intervenire erano stati i carabinieri, che avevano denunciato per ricettazione di tubi innocenti quattro uomini di origine slava, tre adulti e un minore, tutti domiciliati presso l'accampamento. I quattro, inizialmente fermati per un normale controllo, erano già noti agli archivi di polizia giudiziaria per reati contro il patrimonio.

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