"Oggi la passione non ha età. La saggezza è molto erotica"

Una trasmissione di Rai3 indaga su un tema che è tabù. Il sociologo: "Non è mai tardi per una nuova relazione"

"Oggi la passione non ha età. La saggezza è molto erotica"

Vecchi solo per l’anagrafe. Ma pronti a giocare ancora le carte dell’amore: il corteggiamento, i baci, la passione. E poi le serate, il cinema e i viaggi. Insomma, la vita. «È un fenomeno che ormai riguarda migliaia di persone, uomini e donne, che veleggiano fra i 70 e i 90 anni», spiega Francesco Alberoni, uno dei padri della sociologia tricolore. La stessa realtà, estesissima ma in gran parte inedita, che viene affrontata dal programma di Rai3 Non ho l’età, la prima puntata questa sera alle 20.15.

Professor Alberoni, gli italiani si illudono di sconfiggere l’età con gli abbracci e le carezze?

«Per niente. Direi che l’invecchiamento arriva più tardi. A 70-75 anni c’è tempo per avviare una nuova relazione o riscaldare un vecchio rapporto».

I motivi?

«Una volta il sesso era legato alla riproduzione. Passati i cinquant’anni, l’argomento finiva in un cassetto. Oggi si ha voglia di piacere, di fare esperienze con un partner scelto, si pensa di avere un’altra chance».

Il colpo di fulmine con i capelli bianchi?

«Quello è difficile. Più facile ridestare le braci nel camino che sotto sotto arde sempre. Parlerei di amori latenti che esplodono o comunque acquistano importanza, peso specifico, valore».

Le tipologie?

«Infinite, come infinite sono le situazioni sotto il cielo. L’importante è sgomberare il campo da un equivoco: non si deve pensare al legame come a una trasgressione. Può essere che riprendano forza e consapevolezza i sentimenti verso il marito trascurato in una liaison piatta e incolore. Può sembrare paradossale ma oggi a 65-70 anni non arriva la vecchiaia, fa capolino l’età adulta, la saggezza che abbinata a un certo sapere erotico può fare miracoli nel rivitalizzare la vita di coppia».

Facciamo fatica a mettere insieme il sapere erotico, come lo chiama lei, e la terza età.

«Perché siamo prigionieri degli stereotipi. Invece l’età gioca a favore perché permette in generale di governare dinamiche che in altre fasi della vita possono sfuggire di mano».

Insomma, un pizzico di cervello e scattano gli stessi rituali che coinvolgono i trentenni o i quarantenni?

«Certo. Le donne si ringiovaniscono, fanno il lifting, corrono dall’estetista, vanno a comprarsi la biancheria intima e poi vorrebbero essere corteggiate e ricevere teneri bigliettini che in genere l’altro sesso non scrive, né a 30 né a 70 anni».

Gli uomini?

«Ci tengono ad avere una moglie o una compagna o un’amante carina, elegante e ben vestita, curata, che faccia fare loro bella figura. E poi ci sono le relazioni sociali, i pranzi, le uscite, gli hobby».

Ma in camera da letto?

«La donna di solito può avere l’orgasmo fino a tarda età, l’uomo spesso è più acciaccato e limitato nelle sue potenzialità. Ma l’importante è che ci sia una coppia: il sapere erotico di almeno uno dei due partner è un balsamo straordinario. Ci possono essere infinite compensazioni e escamotage per superare o aggirare i limiti dell’età. E naturalmente il gioco erotico stabilizza ulteriormente la coppia».

Ma gli amanti devono essere coetanei?

«E chi l’ha detto? Lui può avere 80 anni e lei 70, ma può anche essere il contrario. Lui magari è vedovo e lei divorziata. O ancora, come accennavo, lui e lei possono essere marito e moglie che si riscoprono e si rivalutano in questa stagione.

Più che l’età conta semmai un briciolo di indipendenza economica o di benessere. Quando i soldi non ci sono, quando si è poveri e poveri in due, fra paure e preoccupazioni, anche l’amore si affievolisce sotto la cenere».

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