Pakistani stuprano e torturano 19enne in un centro per rifugiati

Le violenze sono state consumate a Vicenza. Ora i tre responsabili sonofiniti in carcere: sui loro cellulari i filmati degli stupri di gruppo

Pakistani stuprano e torturano 19enne in un centro per rifugiati

È stato derubato, picchiato, torturato e stuprato all'interno di una comunità per profughi in attesa dello status di rifugiati. E tutte le violenze sono state filmate dagli aguzzini: tre uomini pakistani che sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere a Vicenza. Si tratta di Ullah Noman, 28 anni, Jamel Abas Cheema, 32, e Imran Ghulam Rasool, 33. La vittima è un connazionale di 19 anni, analfabeta e capace di scrivere solo il proprio nome.

Gli stupri di gruppo sono stati consumati nel capoluogo berico, in viale Marosticana, abitato complessivamente da una quarantina di stranieri, divisi in vari alloggi. I tre arrestati abitavano nella stessa casa, erano giunti a Vicenza nel mese di dicembre, dopo essere arrivati in Italia con un barcone, sbarcando a Caltanissetta. Avevano vissuto per alcune settimane all'hotel Adele, primo centro di smistamento, per poi essere destinati a una delle comunità sparse nel territorio: quella in cui sono avvenute le violenze era abitata anche da afghani, nord e centroafricani. Tutti i componenti della comunità consideravano i 3 come dei "piccoli boss", arroganti e violenti.

Tutto è iniziato con piccoli furti: il terzetto ha iniziato a sottrarre al ragazzo i pochi euro mensili del "pocket money", per poi rompergli il cellulare. Quando sono stati segnalati e "richiamati" dalla Prefettura per il loro comportamento scorretto, il 19 gennaio, hanno deciso di vendicarsi: per la giovane vittima è iniziato l'inferno. Le violenze sessuali venivano filmate: le immagini sono state poi trovate su due dei cellulari degli arrestati, e utilizzate anche come motivo di ricatto.

Gli stupri venivano consumati sempre di sera, quasi sempre nel loro appartamento (una volta di notte) ma anche sulla panchina di un parco. Il 19enne veniva costretto a bere fino allo stordimento, poi gli aguzzini, a loro volta ubriachi, lo stupravano.

Quest'ultimo, oltre ad essere stato violentato, è stato anche ferito alle natiche con monete incandescenti che gli hanno provocato ustioni di secondo grado dichiarate guaribili in 30 giorni e talmente gravi da portare al ricoverato nel reparto di chirurgia plastica del San Bortolo.

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