Salvini va dall'agente indagato "Lo Stato è dalla parte delle divise"

Matteo Salvini domani sarà a Genova per visitare l'agente ferito e il poliziotto che ha sparato al 20enne equadoriano per difendere il collega

Salvini va dall'agente indagato "Lo Stato è dalla parte delle divise"

Domani Matteo Salvini andrà a Genova a incontrare i due agenti che nei giorni scorsi si sono trovati di fronte a Jesus Tomalà Jefferson, 20enne di origini ecuadoriane. L'uomo aveva appena finito di colpire con tre coltellate uno degli agenti quando l'altro poliziotto ha estratto la pistola dalla fondina e ha premuto il grilletto. Uccidendolo.

Ora, come noto, la procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di eccesso colposo di legittima difesa l'agente che ha aperto il fuoco. I pm parlano di atto dovuto e necessario a chiarire la dinamica dei fatti. Ma l'indagine ai danni dell'uomo in divisa ha provocato lo sdegno e la rezazione della politica. Sul caso è intervenuto anche il neo ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Che senza se e senza ma si è subito schierato dalla parte del poliziotto.

Mentre l'agente accoltellato, trasportato d'urgenza all'ospedale San Martino, è ancora ricoverato per riprendersi dalle ferite inflitte dal 20enne, Salvini ha infatti deciso di andare a Genova per portare il sostegno del capo del Viminale. "Domani sarò a Genova per incontrare un uomo della polizia ferito durante un intervento e un suo collega che per difenderlo è stato indagato - ha scritto su Facebook Salvini - Credo sia fondamentale che chiunque indossi una divisa sappia che il Paese è dalla sua parte". E ieri anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, si è recato all'ospedale per portare solidarietà al poliziotto ferito, cercando di gettare acqua sul fuoco per una notizia che ha diviso la comunità locale. Mentre in molti si sono schierati dalla parte del poliziotto, infatti, la comunità equadoriana ha organizzato una fiaccolata per il giovane ucciso. "Quando muore una persona è sempre una cosa triste - ha detto Gabrielli, annunciando di voler dotare gli agenti di taser - anche se è una persona che delinque, che si è posta in una condizione di offesa nei nostri confronti. Credo non sia mai una cosa positiva e di questo ne ha contezza anche il collega, perché mai dobbiamo perdere quel profilo di umanità che contraddistingue la nostra attività".

Intanto, oltre al taser in dotazione, l'arrivo di Salvini al Viminale potrebbe chiudere anche la questione legata al numero identificativo

con cui alcuni vorrebbero "schedare" gli agenti. "Il mio obiettivo - ha detto il ministro - è non mettere un numero sul caschetto dei poliziotti che sono già abbastanza facilmente bersaglio dei delinquenti".

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