Doping, pm: "Mutu, un anno di stop"

La procura del tribunale nazionale antidoping del Coni ha chiesto 12 mesi di stop per l'attaccante della Fiorentina, positivo alla sibutramina in due partite a gennaio

Doping, pm: "Mutu, un anno di stop"

Roma - Si pensava a una sentenza mite per un peccato veniale. E invece la richiesta è dura. Non la radiazione, ma un anno di squalifica: questa la proposta della procura al tribunale nazionale antidoping del Coni per il calciatore della Fiorentina, Adrian Mutu. L’attaccante viola, che è stato deferito oggi, era risultato positivo alla sibutramina (uno stimolante che annulla gli effetti della fame) in due test successivi: il primo del 10 gennaio scorso, al termine di Fiorentina-Bari, il secondo il 20 gennaio, in occasione di Fiorentina-Lazio di Coppa Italia.

Prima violazione Il comunicato del Coni, dando notizia della richiesta di squalifica, richiama l’articolo 10.4 del codice Wada. Il procuratore Ettore Torri ha cioé ritenuta quella del giocatore una prima violazione, benché Mutu abbia un precedente di doping: nel 2004 fu squalificato per sette mesi dopo essere risultato positivo alla cocaina, in Inghilterra, ai tempi in cui militava nel Chelsea. Ma in quell’occasione il controllo fu fuori competizione e privato, cioé voluto dal club inglese e venne recepito dalla Fifa solo sul piano comportamentale, ma non come violazione di norme antidoping. Inoltre nel 2004 la Federazione internazionale non aveva ancora recepito il codice Wada. Pertanto Mutu, sul piano dei precedenti, non ha violazioni a suo carico né per la Fifa né per la Wada.

L’attaccante romeno, 31 anni, quando è stato fermato lo scorso gennaio, era da poco rientrato in campo dopo l’intervento a un ginocchio. Ed era andato a segno in entrambe le partite incriminate: un gol con il Bari in campionato e due alla Lazio, semifinale di Coppa Italia.

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