E spunta un "pizzino" sospetto: nomi di politici con cifre accanto

Agli atti un appunto con l’indicazione di somme di denaro. Totale, 200mila euro. A inguaiare il consigliere dell’Enac le dichiarazioni dell’amico di D’Alema

Gian Marco Chiocci - Patricia Tagliaferri

Roma - L’uomo di Massimo D’Alema e quello di Pier Luigi Bersani nella stessa inchiesta, dalla quale spunta anche un pizzino con nomi di politici e accanto relative somme di denaro. Soltanto indagato il primo, Vincenzo Morichini, amico storico di «Baffino» ed ex comproprietario della barca a vela Ikarus; in carcere il secondo, Franco Pronzato, che del segretario del Pd fu consulente dal 1999 al 2001 quando questi era ministro dei Trasporti. Stessa accusa: corruzione. Una tangente da 40mila euro che il consigliere di amministrazione dell’Enac Franco Pronzato avrebbe incassato, tramite Morichini (destinatario di metà dell’importo) per agevolare una piccola compagnia aerea low cost di diritto britannico, la Rotkopf Aviation, in un appalto per il collegamento tra Roma Urbe e l’isola d’Elba.

Spicca il volo così l’indagine romana del pm Paolo Ielo sugli appalti pubblici che una serie di aziende che orbitano nell’area del Pd avrebbero ottenuto grazie alla mediazione di Morichini. Ed è stato proprio l’ex amministratore del consorzio di agenzie Ina Assitalia di Roma, imprenditore da sempre vicino all’ex premier, a inguaiare Pronzato con le sue dichiarazioni autoaccusatorie rese nel corso di un interrogatorio, lo scorso 8 giugno. Il resto lo hanno fatto le intercettazioni e i sequestri di documenti effettuati dal nucleo valutario della Finanza. Dalle 48 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Elvira Tamburelli, il fedelissimo di D’Alema - per il quale (come sembra stigmatizzare lo stesso giudice) la Procura non ha chiesto misure restrittive - ne esce con le ossa rotte. Il suo interessamento nell’affare viene inquadrato in un’«opera di mediazione illecita svolta nell’ambito di rapporti di natura affaristica-lobbistica per il procacciamento a privati di appalti e servizi anche ingenti». Non sfugge, al gip, la rete di relazioni che facilita l’attività di lobby dell’imprenditore amico dell’attuale presidente del Copasir. Nel documento non si fanno nomi, ma il riferimento è piuttosto esplicito. Si parla di «rapporti schermati dal ricorso fittizio a forme di consulenza, cui Morichini mostra di ricorrere sistematicamente per l’ottenimento di guadagni illeciti, sfruttando i suoi legami con esponenti istituzionali e referenti politici». Per il gip è «indubbio che proprio la figura di Morichini e la posizione assunta nella vicenda Enac all’esame, sono punto di snodo essenziale per raggiungere l’accordo corruttivo perché è Morichini che garantisce e assicura il contatto del privato con esponenti Enac per ottenere l’appalto». E certe «complicità e collusioni di esponenti di pubbliche amministrazioni ed enti», per la Tamburelli, andrebbero ben al di là del singolo episodio.

In carcere, oltre a Pronzato, sono finiti anche tre imprenditori: Giuseppe Smeriglio, Riccardo e Viscardo Paganelli, titolari questi ultimi della Rotkopf, secondo gli inquirenti agevolati dal componente del cda dell’Enac nell’ottenimento del Coa, il certificato di operatore aereo necessario per la partecipazione alla gara, e di un ulteriore certificato, il Cola. È stato lo stesso Morichini a confermare al pm Ielo quanto già sapeva e cioè che la sua Soluzioni di business srl aveva un contratto di consulenza con la Foretec, società riconducibile ai Paganelli (i finanzieri hanno scoperto che la Sdb ha ricevuto nel periodo luglio 2009-gennaio 2011 quasi 90mila euro in bonifici dalla Foretec). Sempre lui a raccontare come si sarebbe attivato per aiutare gli amici imprenditori a superare le «resistenze legate al fatto che gli aerei di cui disponeva la Rotkopf Aviation Italia erano monomotore», non indicati quindi nel trasporto passeggeri. «Proposi a Paganelli - fa mettere a verbale Morichini - di utilizzare Pronzato, persona che conoscevo, per facilitare la concessione del Coa, superando attraverso di lui, le resistenze della struttura amministrativa di Enac. (...) Per tali fatti e per mantenere un rapporto che facilitasse la soluzione dei problemi che Rotkopf poteva incontrare nei rapporti con Enac proposi a Paganelli di erogare gratifiche a Pronzato. Paganelli accettò ed effettivamente consegnai a Pronzato 40mila euro in due tranches da 20mila euro l’una. Il Pronzato, di tali somme, mi diede la metà: 10mila euro la prima volta, 10mila euro la seconda». Come se non bastasse il racconto di Morichini, il gip ricorda che negli uffici della Foretec è stato sequestrato un appunto con nomi e numeri: oltre a quello di Pronzato, che riporta accanto la cifra 40mila, quelli di almeno altre sei o sette persone, politici e soggetti istituzionali, con relative somme di denaro, soltanto in parte contabilizzate. Per una cifra ammontante complessivamente a circa 200mila euro.

Ieri Pronzato, che si era già dimesso dal precedente incarico di responsabile nazionale del trasporto aereo del Pd non appena il suo nome era stato

associato all’indagine romana, si è autosospeso dal partito. Bersani, da parte sua, puntualizza che l’amico lavorava al ministero dei Trasporti anche prima che arrivasse lui. «Spero che dimostri la sua estraneità», dice.

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