"Per Alitalia è essenziale il marchio"

Leogrande: "Valore contabile di 150 milioni". Ma con l'Europa resta l'alta tensione

"Per Alitalia è essenziale il marchio"

Su Alitalia è sempre impasse con l'Europa: non fanno passi avanti le trattative incagliate su temi spinosi quali slot, dipendenti, marchio; quest'ultimo fortemente identitario e quindi in collisione con la richiesta «discontinuità» posta come condizione dalla Ue.

Giuseppe Leogrande (nella foto), commissario straordinario insieme a Daniele Santosuosso e Gabriele Fava, ha riferito ieri in audizione alla Camera che il marchio Alitalia «ha un valore contabile di circa 150 milioni», ma sui singoli asset - ha aggiunto - cambiano i parametri se essi sono venduti singolarmente o nel complesso aziendale. Il marchio, che è collegato alla sua potenzialità di fare ricavi, «ha un valore strumentale essenziale», è un segno distintivo importante. «Noi ha detto abbiamo il massimo interesse, attenzione, auspicio perché il marchio sia operativo» e che segua il ramo aviation. I commissari hanno ribadito le grandi difficoltà finanziarie nelle quali si trova l'amministrazione straordinaria, anche perché i 350 milioni di ristori richiesti per il 2020 non sono completamente arrivati e nulla è stato ancora stanziato per il 2021. Ciò anche perché la Commissione europea «ha rimodulato i criteri selettivi» allungando i tempi delle decisioni. Leogrande ha ricordato che nei mesi di aprile, maggio, novembre e dicembre 2020 sono andati persi oltre il 90% dei ricavi. Le criticità finanziarie si ripercuotono sugli stipendi dei lavoratori, che il mese scorso sono arrivati in ritardo ed è immaginabile il problema si ripeterà.

Quanto ai rapporti con la newco Ita, resta la riserva sul perimetro oggetto di cessione, perché dipende dall'esito della trattativa con l'Ue. Il piano andrà poi vagliato dall'Amministrazione straordinaria, tra i cui poteri c'è quello di scegliere l'acquirente sulla base delle grazie di occupazione e sviluppo. «Bisogna fare presto, prestissimo, per non perdere l'estate» ha ribadito Santosuosso; ma dal momento in cui l'offerta sarà posata sul tavolo i commissari dovranno lavorarci per «almeno due mesi». Ita quindi avrà già perso le prenotazioni dell'estate, a parte quelle raccolte e trasferite dall'Alitalia commissariata.

Si riparla intanto di «affitto» dei rami d'azienda. «Un'ipotesi per un periodo interinale per mettere in sicurezza l'azienda». Quanto al bando di gara sospeso lo scorso anno, è stato precisato che all'epoca non aveva sortito nessuna offerta ma solo manifestazioni di interesse; intuibile quindi che la procedura, al momento opportuno, dovrà ripartire da capo. Salvo ricorrere alla trattativa privata con Ita, se autorizzata dall'Ue.

I commissari hanno ottenuto miglioramenti economici sul leasing degli aerei da parte dei lessor (-33% sui canoni) e suggeriscono di avviare tavoli tecnici tra futuro acquirente e lessor. È stato precisato che l'attività attuale comprende un significativo traffico merci, con tre aerei della famiglia B777 full cargo che volano verso Tokio, New York, India, più le stive degli A330 passeggeri.

Ieri l'Enac ha diffuso i dati di traffico del 2020: drammatici. I passeggeri transitati negli aeroporti italiani sono stati 52,7 milioni, con un calo del 72,5% sul 2019.

Il traffico nazionale, con 25 milioni di passeggeri, ha registrato una diminuzione più moderata, -61,1%, rispetto al traffico internazionale, -78,3%. La graduatoria complessiva in Italia vede al primo posto Ryanair, seguita da Alitalia e da EasyJet Europe. Alitalia resta prima per il traffico nazionale.

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