Decreto liberalizzazioni, la protezione civile senza i grandi eventi

Una farmacia ogni 3.300 abitanti. I poteri sui taxi restano ai Comuni. Arriva il "rating legalità" che premia le imprese corrette e spunta un "balzello" per finanziare l'Antitrust

Decreto liberalizzazioni, la protezione civile  senza i grandi eventi

Dal "rating legalità" per le imprese italiane alle licenze per i tassisti, dall'Antitrust alle farmacie. Il pacchetto sulle liberalizzazioni è in dirittura d'arrivo: sono stati, infatti, sciolti anche i nodi più diffcili. Con riunioni continue e stop and go dei lavori della commissione Industria a Palazzo Madama il decreto del governo è ormai pronto. La dead line è prevista per domani quando, nel pomeriggio, dovrà arrivare in Aula. Ieri pomeriggio il presidente del Consiglio Mario Monti, con un intervento-blitz in commissione, era riuscito a far votare senza cambiamenti l’emendamento sull’Ici alla Chiesa. "Ma - aveva detto espressamente - non sono venuto per trattare altre materie".

L'intesa sulle farmacie

E' stato raggiunto un accordo sulle farmacie: se ne potrà aprire una ogni 3.300 abitanti e non ci saranno quote riservate per i concorsi straordinari per le nuove aperture. In questo modo si arriverà ad aprire circa 5mila nuove farmacie, proprio come era obiettivo del governo. Resta, comunque, la possibilità di aprire farmacie in stazioni, aeroporti e centri commerciali. Dalle farmacie sciranno "i medicinali galenici e quelli per uso veterinario". Niente da fare, invece, per i farmaci di fascia C, come avevano invece chiesto i parafarmacisti. Dal prossimo anno, poi, in farmacia si potrà comprare anche una sola pillola. Qualora venisse approvato l’emendamento depositato in commissione, entro il 31 dicembre l’Aifa dovrà rivedere "le modalità di confezionamento dei farmaci" per "identificare confezioni ottimali anche di tipo monodose in funzione delle patologie".

Le licenze sui taxi

In base a quanto stabilisce il pacchetto sulle liberalizzazioni, saranno i singoli Comuni a poter decidere sulle licenze dei taxi. Il parere dell’Authority sarà obbligatorio, ma non sarà più scritto nero su bianco che debba essere "vincolante".

Il futuro della Protezione civile

La Protezione civile non potrà più gestire gli appalti per i grandi eventi. L’emendamento, a prima firma del democratico Luigi Zanda, è aggiuntivo rispetto alle norme sulle opere pubbliche. Viene così cancellato dal decreto Tremonti del settembre 2001 che organizzava la Protezione civile il comma che attribuiva al Dipartimento anche la competenza nella gestione degli appalti dei grandi eventi. "È un’ottima notizia - ha commentato Zanda - I primi a festeggiare saranno proprio i dirigenti e i tecnici della stessa Protezione Civile che potranno così tornare ad occuparsi a tempo pieno e con competenza del loro compito primario di soccorso nelle vere emergenze". "Ma è anche un buon risultato - ha proseguito il vicepresidente dei senatori del Pd - per la tutela della concorrenza nel settore degli appalti, per la trasparenza nella gestione dei grandi eventi e per la limitazione dell’utilizzo improprio delle procedure di secretazione di contratti, opere, servizi e forniture". "L’approvazione di questa norma - ha concluso Zanda - conferma la necessità di ripristinare la piena regolarità della gestione degli appalti in tutti i casi in cui non vi è alcun bisogno o urgenza di deroghe e di eccezioni".

Il "rating legalità" per le imprese

E' in arrivo il "rating legalità" per le imprese italiane. Nel corso di un’intervista a Radio anch’io, la senatrice del Pdl e relatrice del decreto liberalizzazione Simona Vicari ha spiegato che l'obiettivo del pacchetto è quello di "premiare tutte le imprese che operano sul territorio nazionale correttamente". In base a un emendamento del governo al decreto votato la notte scorsa, le misure che istituiscono il tribunale delle imprese saranno in tutto venti. Il contributo unificato viene raddoppiato, mentre nel testo originario del decreto era quadruplicato. Questa mattina la Vicari ha spiegato chiaramente che il "rating per la legalità" è parametro attraverso il quale "non solo le imprese saranno incentivate a tenere comportamenti in linea con il massimo contrasto alla criminalità, ma diventerà anche un elemento centrale nella vita delle stesse imprese, utilizzato come strumento premiale nell’accesso al credito ed alle agevolazioni pubbliche". Questa notte, ha raccontato la senatrice del Pdl, è stato approvato un emendamento della senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati che prevede "l’elaborazione da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in raccordo con i ministeri della Giustizia e dell’Interno, di un parametro che misurerà il livello di legalità delle imprese". Una battaglia che il Pdl ha fatto sua partendo da una indicazione del vicepresidente di Confindustria Antonello Montante. "Adesso - ha concluso la Vicari - possiamo dire di aver vinto".

Il "balzello" per l'Antitrust

All'interno del decreto sulle liberalizzazioni spunta, tuttavia, anche un "balzello" che andrà a gravare sulle grandi società e che servirà a finanziare l’Antitrust.

A prevederlo è stato un emendamento al pacchetto approvato dalla commissione Industria. Il contributo sarà pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio delle società di capitale e interesserà tutte quelle imprese con ricavi superiori ai 50 milioni di euro.

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