easyJet torna a investire in Italia e potenzia l'hub di Malpensa

In arrivo per la stagione estiva 2022 sei nuovi Airbus. Nello scalo gestito da Sea la flotta passa da 21 a 24 velivoli, a Napoli da 4 a 6 e a Venezia da 2 a 3. A gennaio nuovo volo Linate-Barcellona. Il country manager Italia Lorenzo Lagorio spiega le strategie: nuove rotte, più frequenze, tariffe concorrenziali, qualità dei servizi a bordo e a terra

easyJet torna a investire in Italia e potenzia l'hub di Malpensa

EasyJet torna investire in Italia, dove è il terzo vettore e si prepara alla stagione estiva 2022 con l’arrivo di sei nuovi Airbus - la flotta passa da 27 a 33 velivoli - che copriranno l’aumento di capacità passeggeri previsto: ovvero nuove destinazioni e più voli. Decisione “strutturale e organica” in un mercato chiave come quello italiano resa possibile dalla "gestione rigorosa e prudente che la compagnia britannica ha mantenuto durante la fase più stringente e difficile della pandemia".

A Milano Malpensa, la principale base europea della compagnia, gli aeromobili passeranno da 21 a 24 confermando il ruolo chiave dello scalo gestito da Sea nella strategia; nell’Aeroporto internazionale di Napoli da 4 a 6 e al Marco Polo di Venezia da 2 a 3. In questo modo sarà rafforzata l’offerta di easyJet da e per i 18 aeroporti italiani in cui opera, oltre ad aumentare la capacità nei prossimi mesi sulle oltre 250 destinazioni tra internazionali e domestiche servite attualmente.

“L'Italia ha sempre avuto un ruolo chiave noi, abbiamo sempre continuato a investire per consolidare la nostra posizione di leadership e da quando abbiamo iniziato a operare nel 1998 abbiamo trasportato circa 170 milioni di passeggeri da e per il Paese dove da anni siamo il terzo vettore più grande - dice Johan Lundgren, ceo easyJet che aggiunge: “Durante la pandemia abbiamo mantenuto un approccio rigoroso e prudente che ora ci sta consentendo di riprendere a investire con forza. Sono quindi particolarmente lieto di confermare la nostra espansione in tutte e tre le basi italiane in vista della ripresa della domanda prevista per la prossima estate".

“La notizia è che torniamo a investire in modo strutturale. Negli ultimi mesi abbiamo visto tanti annunci, compagnie che si sono mosse per prendere quote di mercato, e molti si chiedevano che cosa voleva fare easyJet. La risposta è questa: stiamo uscendo allo scoperto dicendo cosa faremo l’anno prossimo. Rafforziamo la nostra presenza in Lombardia, continuando a essere la prima compagnia a Milano Malpensa ma cresciamo anche su Linate e Milano Bergamo con nuove rotte e un’offerta differenziata per i clienti. E intendiamo continuare a essere la compagnia di riferimento per Napoli e la Campania, riaffermando la nostra presenza a Venezia“, sottolinea Lorenzo Lagorio, country manager easyJet Italia.

Lorenzo Lagorio easyJet Italia

“A Malpensa abbiamo una serie di collegamenti domestici e internazionali che non ha uguali, due anni fa abbiamo investito nel Training center per tutti i nostri piloti e assistenti di volo in Europa. Ma Lombardia significa anche Bergamo e Linate. A Bergamo questa estate abbiamo aperto alcune rotte per Olbia e questo inverno lo colleghiamo con Parigi, Amsterdam e Londra: l’idea è avere un prodotto di nicchia, differenziato rispetto a quello che esisteva su quello scalo”.

Linate per noi è di grande interesse strategico, il city airport di Milano ha molto traffico business e per noi è molto importante, anche se la crescita è limitata dalla disponibilità di slot - spiega -. Vorremmo crescere di più di quello che stiamo riuscendo a fare ma già questo inverno aumentiamo rotte e frequenze. Operavamo già su Londra, Parigi e Amsterdam, ora abbiamo aumentato le frequenze su Parigi e Amsterdam, aperto nuove voli su Berlino e sono in vendita i biglietti per Barcellona, grande novità, che sarà operativa da gennaio”.

“Il 2021 è stato un anno in cui si è sofferto con l’eccezione dell’estate quando il traffico domestico è stato molto sostenuto. Quello che abbiamo fatto nei mesi passati e in parte continueremo a fare anche in futuro, è gestire capacità e rotte in modo più flessibile in base al potenziale della domanda anche tenendo conto del traffico internazionale. Questo ci può dare un vantaggio competitivo importante. L’effetto sicurezza prodotto dalle misure sanitarie e dal green pass hanno avuto un ruolo importante perché la voglia di viaggiare è sempre stata forte, non c’è mai stata paura di volare. Lo abbiamo visto mettendo in vendita il collegamento su Rovaniemi, la città di Babbo natale: la risposta è stata incredibile. A questo si aggiungono le tariffe molto basse dovute alla competizione fra le compagnie, c’è una forte focalizzazione sui prezzi ma noi puntiamo a lavorare sui servizi al passeggero sia a bordo che prima e dopo il volo, e sugli aeroporti in cui operiamo. Sul valore percepito dai clienti”.

Scelte che allargano il ragionamento alle polemiche aperte da chi sostiene che sulle low cost si viaggia come “polli in batteria” e sugli incentivi degli aeroporti alle compagnie.
“Non credo che qualcuno rimpianga i tempi in cui volare era un privilegio per pochi: le low cost, in modo diverso, hanno contribuito a rendere il trasporto aereo accessibile a tutti e easyJet si vuole distinguere non solo per le tariffe ma anche per un’offerta di qualità e non credo che i nostri passeggeri siano o si sentano polli in batteria…”, ci tiene a sottolineare il country manager Italia.

E sul tema degli incentivi alle compagnie ricorda che “per gli aeroporti sono un leva commerciale fondamentale perché possono generare traffico e stimolare la connettività. "Però è importante che siano gestiti secondo politiche trasparenti e non discriminatorie, in linea con la normativa europea. Le regole ci sono già e vanno rispettate senza lasciare spazio ad abusi anche perché per accedervi le compagnie aeree devono impegnarsi in investimenti e rotte. Non tutte hanno avuto questa capacità e non è vero che cambiare le cose migliorerebbe il sistema, è vero il contrario - conclude Lorenzo Lagorio -.

In Italia il libero mercato ha fatto crescere il settore negli ultimi 20 anni nonostante la crisi continua della compagnia di bandiera. Se vogliamo ingessare il mercato non lamentiamoci poi delle conseguenze che ci sarebbero per gli aeroporti, il turismo, i territori”.

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