Liquidazioni e contratto, spunta la "grana" statali

Il 40% di chi andrà in pensione con "quota 100" è statale: lo Stato rischia di dover pagare 3 miliardi di liquidazioni. E altri 600 milioni per evitare buste più leggere

Liquidazioni e contratto, spunta la "grana" statali

Mentre il Def prosegue il suo iter che porterà alla manovra finanziaria, il governo è alle prese con una nuova grana che rischia di non far quadrare i conti, nonostante la decisione di alzare al 2,4% del pil le stime di deficit per il 2019.

A impensierire Palazzo Chigi e via XX settembre, infatti, sono gli statali. Quelli in procinto della pensione e quelli che finalmente potranno vedere rinnovato il proprio contratto.

Come racconta Repubblica, infatti, il 40% dei pensionati (circa 160mila persone) che anticiperanno l'uscita dal lavoro grazie a "quota 100" saranno proprio statali. Che hanno diritto al tfs, il trattamento di fine servizio, pagato proprio dallo Stato. E questa liquidazione ammonterebbe ad almeno 3 miliardi solo nel 2019. Mettendo a rischio quindi le coperture proprio della riforma delle pensioni, oltre che del reddito di cittadinanza. L'ipotesi - dice ancora il quotidiano - è di consentire l'uscita anticipata, posticipando però il tfs al raggiungimento dei 67 anni, età legale per il pensionamento. Proprio come fece il governo Gentiloni con i lavoratori precoci e svantaggiati. Una platea certo meno ampia, ma che comunque costituisce un precedente. L'alternativa è quella di chiedere alle banche di "prestare" soldi allo Stato per pagare subito almeno una parte della liquidazione.

A questo si aggiunge il rinnovo del contratto per tutti gli statali. Per loro il governo avrebbe deciso di stanziare circa 600 milioni di euro. Soldi che - come racconta il Messaggero - serviranno più che altro che dal 27 gennaio molti si ritrovino con una busta paga più leggera vista la scadenza del provvedimento con cui Gentiloni inserì anche per gli statali il cosiddetto "elemento perequativo" (circa 20 euro al mese). Ora il governo sarebbe pronto a mettere sul piatto 225 milioni di euro per mantenere invariate le buste paga almeno per tutto il 2019. E altri 225 milioni dovrebbero arrivare da Comuni e Regioni per i loro dipendenti.

Resta il nodo del contratto, il cui rinnovo dovrebbe essere discusso nel 2019. Ma per cui difficilmente si aprirà un tavolo. 370 milioni di euro dovrebbero comunque essere stanziati però per il "fondo per l'indennità di vacanza contrattuale".

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