Onu, l'Arabia Saudita rifiuta un seggio in Consiglio di sicurezza

Da ieri membro non permanente, Riad ha detto no a un posto in Consiglio di sicurezza, accusando d'impotenza le Nazioni Unite

Onu, l'Arabia Saudita rifiuta un seggio in Consiglio di sicurezza

Eletta ieri tra i Paesi membri non permanenti del Consiglio Onu, l'Arabia Saudita ha rinunciato oggi al proprio seggio.

In un comunicato stampa diffuso dalla Spa, l'agenzia ufficiale saudita, il ministero degli Esteri ha spiegato le ragioni del Paese, sottolineando che le Nazioni Unite sono "incapaci di porre fine alle guerre e trovare una soluzione ai conflitti".

A rendere impotente l'Onu, secondo quanto si legge, "i metodi, gli strumenti di lavoro, i doppi pesi e le doppie misure adottate attualmente" in Consiglio di sicurezza, che non permettono all'organismo "di svolgere i suoi doveri e di assumersi le responsabilità nei confronti del mantenimento della sicurezza e della pace".

I sauditi accusano l'Onu di "approfondire il divario delle ingiustizie fra i popoli", di "violentare i diritti" e "diffondere scontri e guerre". Il segno più evidente dell'inutilità delle Nazioni Unite, scrive Riad, è "la questione palestinese".

Al momento, hanno spiegato le Nazioni Unite, Riad non ha ancora presentato una comunicazione ufficiale, necessaria per essere esclusi dal Consiglio di sicurezza.

Se arriverà, il gruppo dei Paesi Asia-Pacifico dovrà scegliere un nuovo candidato.

Mosca ha criticato la scelta dei sauditi. I russi si sono detti "sorpresi dalla decisione senza precedenti", motivata da argomentazioni che "suscitano sconcerto".

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