I no global sfondano, la sinistra attacca le divise

Monguzzi: «I manganelli sono sempre da evitare» Lega: «Noi con gli agenti feriti da chi cerca scontri»

I no global sfondano, la sinistra attacca le divise
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Sono scesi in piazza domenica sera per contestare la «fiaccolata per la sicurezza» promossa dalla Lega in via Padova e volevano raggiungere la Bocciofila Caccialanza per interrompere la presentazione del libro «Mai sottomessa» dell'eurodeputata del Carroccio Silvia Sardone. Un centinaio di antagonisti dei centri sociali T28, Lambretta, Galipettes, Panetteria Occupata) hanno cercato di forzare il cordone di sicurezza e gli agenti del Reparto mobile hanno effettuate due cariche per far indietreggiare i militanti. Due poliziotti sono rimasti lievemente feriti. La cronaca della giornata, nella versione data ieri sui social e in Consiglio comunale dal Verde Carlo Monguzzi (nella foto sotto), presente alla mobilitazione con il capogruppo Tommaso Gorini? «In via Padova vincono la tolleranza, la coesistenza e il rispetto Perdono il razzismo e la Lega. La situazione era difficile, ci sono voluti anni di lavoro appassionato e paziente delle associazioni di cittadini, dei commercianti e, grazie anche al contributo delle forze dell'ordine, ora è diventata un modello di vivibilità. Il problema non è la sicurezza ma le case che costano troppo, non ci sono medici di base. L'iniziativa della Lega che cerca di rispolverare la vecchia cultura contro gli immigrati era fuori dal contesto reale». I tentativi di sfondamento? Monguzzi li definisce «trenta secondi di tafferugli». Anzi secondo il consigliere ambientalista «il minuto che c'è stato di manganelli è sempre da evitare, come ci ha ben spiegato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella», cercando un'analogia con i fatti di Firenze che non sta in piedi. Sardone (foto sopra) in aula gli rispiega la situazione: «La nostra era una manifestazione autorizzata, e la differenza tra noi e voi è che non andremmo mai a bloccare una vostra iniziativa, lotterò sempre perchè possiate dire la vostra, questa è la democrazia. Anzi, ci siamo fermati con la fiaccolata lungo il percorso concordato e siamo tornati indietro perchè chiesto dalla polizia, per evitare scontri con gli antagonisti. I centri sociali hanno provato a sfondare, prendendo giustamente le manganellate. C'è un clima d'odio contro chi non la pensa come la sinistra, è questo il fascismo». Provocatoriamente i leghisti accendono candele e indossano bavagli in Consiglio e la maggioranza protesta, la seduta viene sospesa. Anche il consigliere della Lega Samuele Piscina sottolinea che «le dichiarazioni di Monguzzi, dimostrano che chi governa Milano è profondamente antidemocratico e dedito a pratiche molto vicine a quelle del Ventennio, tanto evocate proprio da chi sventola la falce e il martello». Aggiunge che «considerare Via Padova come modello di integrazione è mistificazione della realtà. I residenti non si sentono tutelati e subiscono quotidianamente scippi, furti, aggressioni e violenze». La Lega «ha manifestato pacificamente il proprio dissenso e lo ha fatto democraticamente. Ci siamo attenuti scrupolosamente alle disposizioni delle forze di Polizia e non abbiamo insultato nessuno nè usato violenza. Chi si comporta bene e non cerca gli scontri non riceve mai manganellate, caro Monguzzi». Rivolge la solidarietà alle forze dell'ordine e «in particolare agli agenti colpiti dalla violenza di sinistra».

Per la leghista Deborah Giovanati «è bene che il sindaco ribadisca senza indugio che le istituzioni saranno sempre dalla parte di chi compie il proprio dovere, invitando a Palazzo Marino i poliziotti feriti difendendo i cittadini che domenica manifestavano legittimamente con la Lega».

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