Fiat, De Benedetti: "Licenziamenti assurdi"

Il patron di Cir contesta la gestione della vicenda Fiat. Poi si svela: alle primarie voto Bersani. E sul Lodo Mondadori risponde al Cav: "Corruzione del millenio"

La storia dei 19 di Pomigliano, messi in mobilità per fare spazio ad altrettanti lavoratori Fiom, lasciati a casa a loro tempo, continua a suscitare commenti. A parlare della vicenda, questa volta, è Carlo De Benedetti. Ospite a Che tempo che fa critica la gestione dei fatti da parte di Marchionne, parlando di una storia "talmente assurda" che non si comprende "che logica possa esserci".

De Benedetti un po' difende Marchionne, pur sempre "un grande ristrutturatore". Poi però passa ai tasti dolenti. La Fiat e l'Italia? Possono anche stare insieme, ma dipende dal Lingotto. Perché il paese "quello che poteva fare per la Fiat l'ha fatto 4-5 volte negli ultimi 50 anni". E all'ad di Fiat lancia una frecciatina non da poco. Già che c'era "poteva fare uno ogni dieci come i tedeschi" durante la seconda guerra mondiale.

Il patron della Cir non si limita a parlare della vicenda di Pomigliano. Si concentra anche sulle primarie del centrosinistra e scopre le carte in tavola: "Voterò Bersani. Lo conosco, lo stimo. È una persona per bene".

Per lui in vista non c'è un impegno più diretto nel mondo della politica. E quando gli si chiede cosa pensi dell'ipotesi di un secondo mandato per Mario Monti demanda "il futuro agli elettori". Senza però dimenticare qualche elogio per l'uomo che "ha ridato credibilità al Paese", dopo il "miracolo politico" di Berlusconi uscito di scena "in modo silenzioso". E qualche lamentela per un Paese con "un problema di leadership politica".

Una battuta la tiene per il Lodo Mondadori.

E se il Cavaliere aveva sottolineato che "i 564 milioni che ho dovuto dare non sono la rapina del secolo, ma del millennio", De Benedetti replica che "la sua allora è stata la corruzione del millennio".

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