Fornero apre ai gay ed è subito polemica "Deve pensare al welfare"

L’uscita del ministro alla Giornata della famiglia. Il Forum insorge: "Ignora le nostre vere necessità"

Fornero apre ai gay  ed è subito polemica  "Deve pensare al welfare"

Roma - Si può andare a festeggiare la vittoria dell’Inter al circolo ultras milanisti rossoneri? Meglio di no. Si può andare al convegno promosso dal cattolicissimo Forum delle associazioni familiari, in occasione della Giornata internazionale della famiglia (che per gli organizzatori è esclusivamente la famiglia tradizionale, ovvero un uomo e una donna regolarmente sposati) e fare un discorso di apertura verso le coppie conviventi ergo anche le coppie omosessuali, gay e lesbo? Si può, certo. Ma poi non ci si deve lamentare se si scatena il putiferio e chi ti ha invitato sperando che parlassi, ad esempio, di sgravi fiscali per le famiglie numerose poi ci rimanga molto male se invece affronti la questione del riconoscimento dei diritti delle coppie gay.

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, evidentemente ci tiene alla corona di regina della gaffe, altrimenti non si spiega perché scegliere il momento e il luogo più sbagliato per un’affermazione del tutto legittima sulla necessità di un riconoscimento delle famiglie omosessuali. Basta l’esultanza delle associazioni gay per capire quanto sia stato dirompente l’averlo detto in un simile contesto, lasciando invece l’amaro in bocca ai rappresentanti del Forum, che certo non si aspettavano da parte del ministro quello che definiscono un vero e proprio «scivolone».

«Oggi le famiglie si fanno e si disfano, le coppie di fatto chiedono di essere considerate famiglie, ci sono coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono la stessa cosa - ha detto la Fornero rivolta alla platea del Forum - dobbiamo sforzarci di distinguere la parte riconducibile a un sistema di valori tradizionali e una visione aperta in cui tutti chiedono diritti».

Il ministro per l’Integrazione e la Cooperazione, Andrea Riccardi, che aveva dato il suo patrocinio al convegno, ha liquidato seccamente l’intervento della Fornero. «Non commento i discorsi di un ministro del governo, ogni ministro dice quello che vuole», taglia corto Riccardi che in passato comunque aveva già chiarito la sua posizione rispetto al riconoscimento delle convivenze anche omosessuali, ovvero che «non è nel programma del governo». E una bacchettata al ministro arriva pure dall’Avvenire che nell’editoriale auspica che Fornero si «autocorregga».
Duro e circostanziato invece il commento del presidente del Forum, Francesco Belletti. Il ministro, scrive Belletti in una lettera aperta, è salita in cattedra e ha impartito una lezioncina senza ascoltare e senza preoccuparsi dei «bisogni veri delle famiglie» mentre «ha spostato l’attenzione sul tema del riconoscimento delle coppie di fatto». Belletti chiede alla Fornero se davvero pensa che sia questa la priorità rispetto invece ai bisogni «dei genitori, dei lavoratori, delle famiglie separate e di quelle vedove, di chi ha figli disabili». Il Forum ricorda che «le famiglie autentiche sono oramai all’angolo, grazie alle stangate e ad un regime fiscale che da troppo tempo penalizza le famiglie con i figli» e che dal ministro del Lavoro si aspettavano una parola chiara sul Piano famiglia in modo che non sia soltanto un documento di intenti ma un piano operativo per sostenere quello che è «il vero motore di sviluppo del Paese».

La Fornero aveva precisato che non intende

schierarsi ma di voler soltanto porre il problema. Perché gettare il sasso per poi ritrarre la mano? Forse era davvero un modo per evitare di affrontare il vero argomento tabù: l’aumento delle tasse che sta strozzando le famiglie.

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