Fornero: "L'articolo 18? Non sarà modificato"

Il ministro del Lavoro contraria a modifiche della riforma del lavoro se non in "punti marginali". Dopo i fischi, applausi e baci

Fornero: "L'articolo 18? Non sarà modificato"

"L’articolo 18 lo abbiamo modificato ma non serve modificarlo ancora. Lo Statuto del lavoro non credo sarà toccato nei prossimi mesi". Dopo l'attacco di Monti allo Statuto dei lavoratori, Elsa Fornero assicura che la riforma del lavoro non cambierà ancora: "La modifica è stata fatta per rendere il lavoro più facile e non più difficile. La modifica non è contro i lavoratori. Certo non è un tentativo di facilitare i licenziamenti ma è una modifica che vuole rendere il lavoro più inclusivo non irrigidendo i posti di lavoro che oggi esistono", ha detto il ministro al Festival della dottrina sociale a Verona.

Le uniche modifiche ammesse, quindi, riguardano "punti marginali". A chiedere cambiamenti è stato questa mattina il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. "Da parte mia con Confindustria il dialogo c’è sempre stato", ha detto il ministro, "Questa riforma di punti ne ha tantissimi se sono solo alcuni che hanno bisogno di correttivi direi che questo sta nella normalità delle cose. Ho sempre sostenuto che la riforma è pragmatica: se dicono che alcuni punti non vanno bene, ciò mi rende quasi felice perché la riforma è molto complessa".

Come già capitato in passato, anche questa volta la Fornero è stata contestata. Fischi, urla e volantini in cui si chiede la sua "abrogazione" da parte di una ventina di attivisti di Rifondazione Comunista l'hanno accolta a Verona. Dopo il suo intervento, il ministro ha così chiesto di incontrare i manifestanti, che chiedono "giustizia e equità sociale a partire dalla patrimoniale". La replica della Fornero non si fa attendere: "Noi ci siamo andati vicini. Il fatto è che in Italia non esiste un registro dei patrimoni. Bisognerà crearlo. Se l’avessimo fatto, forse adesso avremmo un gettito inferiore a quello dell’Imu. Questo non è un governo politico. Il nostro mandato era quello di restituire al Paese la propria credibilità".

Un quarto d'ora di dialogo pacato e tranquillo alla

fine del quale i contestatori l'hanno applaudita e un'operaia ha ottenuto un bacio dalla rappresentante del governo. "Sono comunista e non la penso come voi, però questo bacio me lo tengo stretto", ha detto la lavoratrice.

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