La Lega insiste: "Più soldi agli statali del Nord"

Continua lo scontro sulle gabbie salariali. Scajola: "Niente discriminazioni". Ma Zaia: "Commisurare i redditi al costo della vita costringerà il Sud a imparare a camminare con le proprie gambe". Al Sud i tassi sui mutui sono più alti

La Lega insiste: "Più soldi agli statali del Nord"

Roma - Secondo la Lega Nord anche i dipendenti pubblici dovrebbero avere salari differenziati in base al costo della vita per attuare il federalismo fiscale. Mentre sindacati e Confindustria concordano nel bocciare la reintroduzione delle gabbie salariali degli anni 60, il ministro leghista dell’Agricoltura Luca Zaia propone di "commisurare i redditi al costo della vita, anche nel pubblico, costringerà il Mezzogiorno ad imparare a camminare con le proprie gambe".

Pressione sulle gabbie salariali Per l’esponente del Carroccio "le gabbie salariali non possono più essere un tabù, se si vuole il federalismo lo si deve volere fino in fondo". In base a studi della Banca d’Italia il costo della vita nelle regioni del Centro-Nord è del 16-17% più alto che in quelle del Sud e gli stipendi di un operaio pure sono in media del 15% più alti. La Lega, però, fa capire che il vero problema è quello del pubblico impiego, retribuito allo stesso modo a prescindere dall’efficienza e dal costo della vita. "Lo Stato che distribuisce in Calabria come in Campania (e con quali e quanti disastrosi risultati) non ha più ragione d’essere", continua Zaia.

Le paghe nel settore pubblico La questione delle differenze nella retribuzione nel settore pubblico è più complessa per alcuni aspetti, più semplice per altri, spiega alla Reuters il senatore del Carroccio e vicepresidente della commissione Bilancio Massimo Garavaglia. "La questione nel pubblico è più facile da trattare perché mansioni e attività sono più uniformi, è più facile fare paragoni del potere d’acquisto. Me è più complessa perché servirebbe ampliare anche la quota di contrattazione decentrata, al momento molto limitata. Nel privato basta lasciare spazio al mercato. Nel pubblico si deve prevedere un intervento normativo", dice il senatore.

Emersione del lavoro nero "Per la Lega è un tema molto importante che vorremmo fosse affrontato in maniera serena", aggiunge Garavaglia, sottolineando come "sarà poi fondamentale l’apporto delle parti sociali". Quanto ai parametri territoriali per la definizione dei livelli di reddito Garavaglia privilegia "il livello provinciale, più appropriato per raggiungere un’uniformità". In giugno il leader della Lega Umberto Bossi, forte di un significativo progresso alle elezioni europee e del suo ruolo determinante per la sopravvivenza della maggioranza, ha detto in un’intervista a Il Giornale che il prossimo obiettivo del Carroccio sarebbero state le gabbie salariali.

La polemica al Sud I politici meridionali dicono che con questa mossa Bossi vuole dimostrare che il costo della vita al Sud è più basso strutturalmente e che di questo dovrà tenere conto il meccanismo perequativo che con il federalismo fiscale distribuirà le risorse tra Nord e Sud. Garavaglia spiega come un minor costo della manodopera favorirebbe l’emersione del lavoro in nero. "Le attuali differenze in termini di reddito procapite non misurano la quota devastante di lavoro nero, e l’emersione di una quota importante porterebbe ad avere dei redditi procapite e quindi un riaggiustamento delle differenze reddituali. Può solo migliorare la situazione", sottolinea il senatore.

Domenica Silvio Berlusconi è sembrato appoggiare le richieste dell’alleato affermando che "legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia". In base a un sondaggio Ipr Marketing per Repubblica il 75% dei residenti del Nord è favorevole a una differenziazione dei salari su base territoriale contro il 31% del Centro e il 23% di Sud e Isole.

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