L'Fmi promuove l'Italia e la cura di Tremonti: "Disoccupati sotto la media Ue, conti in regola"

I tecnici di Washington promuovono l'Italia: disoccupazione all’8,6% nel 2011 e all’8,3% nel 2012 a fronte di una media Ue al 9,9%. Bene anche il pil: nel 2011 crescerà dell’1,1%. Ora il Belpaese "è più vicino di altri paesi europei a raggiungere l’obiettivo di un deficit sotto il 3% nel 2013"

L'Fmi promuove l'Italia e la cura di Tremonti: 
"Disoccupati sotto la media Ue, conti in regola"

Washington - Il tasso di disoccupazione è molto elevato e va ridotto anche perché pone sfide economiche e sociali: al mondo ci sono 205 milioni di disoccupati, 30 milioni in più rispetto al 2007. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) stima per Eurolandia una disoccupazione al 9,9% nel 2011 e al 9,6% nel 2012. L’Italia è sotto la media europea con una disoccupazione all’8,6% nel 2011 e all’8,3% nel 2012. "L’Italia - affermano i tecnici di Washington - è più vicina di altri paesi europei a raggiungere l’obiettivo di un deficit sotto il 3% nel 2013, ma servono ulteriori misure".

La disoccupazione nel mondo La disoccupazione pone sfide economiche e sociali, che soo amplificate nelle economie emergenti e in via di sviluppo dagli elevati prezzi alimentari. A incontrare le maggiori difficoltà sono i giovani: in media nei paesi dell’Ocse il tasso di disoccupaizone fra i giovani di età compresa fra i 15 e i 24 anni è due volte e mezzo quello degli altri gruppi. "La disoccupazione fra i giovani aumenta durante le recessioni e in questa occasione l’aumento è stato più che in passato". Secondo il Fmi le tre linee di difesa contro un’elevata disoccupazione sono politiche macroeconomiche di sostegno, il rilancio del settore finanziario e misure specifiche per il mercato del lavoro.

La ripresa procede La ripresa economica mondiale procede più o meno come previsto, con il pil mondiale che crescerà nel 2011 del 4,4% e del 4,5% nel 2012. Nel World economic outlook l'Fmi conferma le stime di crescita mondiali di gennaio e sottolinea che "i timori iniziali di una nuova recessione non si sono materializzati". I tecnici di Washington hanno, poi, rialzato il pil italiano crescerà nel 2011 dell’1,1%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima di gennaio. Nel 2012 l’economia italiana crescerà dell’1,3% (stima invariata rispetto a gennaio): "In Italia la ripresa è prevista rimanere debole, con i problemi di competitività che limitano che limitano la crescita dell’export e il risanamento fiscale che pesa sulla domanda privata".

Per l'Fmi i rischi al ribasso sull’economia mondiale restano anche se sono diminuiti. Fra questi il possibile aumento dei prezzi del petrolio, lo stato delle finanze pubbliche delle economie avanzate, squilibri nel mercato immobiliare e il surriscaldamento delle economie emergenti.

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