"Non gestione dell'accoglienza". La bomba contro Sala che viene da sinistra

Milano con Beppe Sala non è una città accogliente: a dirlo è il report dell'associazione Naga, impegnata nell'assistenza agli stranieri

"Non gestione dell'accoglienza". La bomba contro Sala che viene da sinistra

Le immagini degli uomini della polizia municipale che, insieme all'Amsa, buttano via coperte e materassi ai senzatetto nei tunnel che portano alla stazione Centrale ha tolto le bende sugli occhi ai tanti che pensavano che la Milano di Beppe Sala fosse un modello di accoglienza. Nelle notti più fredde dell'anno e a ridosso del Natale, quella scena ha scosso le coscienze e, a confermare che la realtà è ben diversa da quella che viene raccontata dall'informazione politicamente vicina al sindaco di Milano è arrivato un report dell'associazione Naga, lungi dall'essere schierata politicamente con l'opposizione di centrodestra.

L'associazione Naga, infatti, da anni è impegnata nel volontariato e nell'assistenza socio-sanitaria, nonché nella rivendicazione dei diritti per gli stranieri. Il suo report è una triste fotografia di ciò che in realtà è Milano al di là di quello che viene raccontato a chi Milano non la vive. Perché basta fare due passi fuori dal suo cuore pulsante per rendersi conto dei problemidi questa città. "Quella che abbiamo incontrato non è una Milano accogliente e solidale, ma una città dove parte della popolazione è strutturalmente esclusa dall'accesso a diritti fondamentali. La nongestione dell’accoglienza rappresenta simbolicamente e concretamente la scelta di non attuare soluzioni strutturali", dice Anna Radice, presidente del Naga, nel comunicato stampa dell'associazione.

Parole dure come pietre che smascherano un'ideologia e una classe politica che mira solamente a cercare il consenso popolare con proclami buonisti e con azioni propagandiste che, negli effetti, non apportano nessun vantaggio. Il report ha preso in considerazione gli ultimi due anni, ossia quelli segnati dalla pandemia, durante la quale si sono "radicalizzate la fragilità e la precarietà esistenziale delle persone che abbiamo incontrato e che vivono sia fuori che dentro il sistema di accoglienza e si è fatto sempre più ricorso alla sussidiarietà del terzo settore come strumento di intervento strutturale per la gestione delle questioni sociali, con il conseguente e drammatico aumento delle disuguaglianze".

Il report è un fascicolo di oltre 100 pagine, dove il Naga sviscera tutte le criticità dell'accoglienza milanese, smontando punto per punto l'idea di una città con un'amministrazione aperta e solidale. La critica del Naga è forte e l'associazione denuncia anche la mancanza di collaborazione dell'amministrazione pubblica nel fornire i dati del piano anti-freddo dell'ultimo anno. Dopo l'iniziale disponibilità, infatti, il Comune di Milano "ci ha proposto un incontro scrivendoci che 'I dati devono essere illustrati e interpretati, sempre'. Abbiamo risposto positivamente all’invito, ma che avremmo atteso nel frattempo le informazioni richieste per poter svolgere l’analisi in modo indipendente e secondo parametri misurabili". E invece nulla.

Quel che emerge dal report Naga è una fotografia crudamente reale, che fa a pezzi la

propaganda buonista e tutto ciò che Beppe Sala, anche nell'ultima campagna elettorale, ha sempre voluto raccontare di Milano, dove gli stranieri arrivano con un'illusione per poi finre a vivere ai bordi della legalità.

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