Pugno duro del prefetto sulla movida violenta. Più vigili nelle strade

Dopo le risse e le coltellate alle Colonne, convocati i vertici delle Forze dell'Ordine

Pugno duro del prefetto sulla movida violenta. Più vigili nelle strade

Le rapine alle Colonne di San Lorenzo? «Ci sono sempre state» rispondono quasi all'unisono tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine interrogati sugli ultimi episodi di movida violenta in città. Quello che sarà l'argomento di punta domani in prefettura al Comitato per l'ordine e la sicurezza, a maggior regione perché ora il fenomeno sta sfociando in un importante problema di ordine pubblico.

E sono altrettanto pronti a dichiarare: «Negli scorsi anni, prima della pandemia, di questi tempi e con il caldo, soprattutto nel fine settimana la città si svuotava. Paradossalmente a Milano adesso le persone sono quasi obbligate a passare più tempo all'aperto. E si sentono come braccate quando vedono una pattuglia».

Esattamente quel che è capitato nella notte di venerdì 28 maggio ai carabinieri colpiti da un lancio di bottiglie mentre, sul sagrato della basilica di San Lorenzo, bloccavano un rapinatore che aveva appena «alleggerito» un ragazzo facendolo mordere dal suo pitbull, poi aizzato al momento dell'arresto anche contro un militare, costringendolo a sparare per allontanare il cane che intanto lo aveva azzannato in tre diversi punti del corpo.

«Molti, troppi, magari sotto l'effetto dell'alcol, sembrano non comprendere che a noi forze dell'ordine non interessa elevare contravvenzioni amministrative, ma in questi mesi abbiamo tentato soprattutto di fare opera di persuasione, cercando un dialogo con la gente - spiegano ancora polizia e carabinieri - Inoltre questa concentrazione obbligata in città, dopo un periodo molto lungo trascorso forzatamente tra le mura di casa, si è trasformata in una spinta a esagerare. Sembra un paradosso, ma probabilmente quando finirà il coprifuoco, i nostri interventi per arginare la criminalità si ristabiliranno su un livello più o meno standard. Adesso, ad esempio - proprio perché, come in una sorta di sfogo, si beve di più, molto più di un anno fa - assalire qualcuno che non si regge in piedi, portargli via, per esempio, portafogli e iPhone, è sempre più facile: ecco spiegato gli atteggiamenti e l'aumento delle rapine durante la movida di queste ultime settimane in città».

Domani intanto a palazzo Diotti il prefetto Renato Saccone incontrerà, come ogni settimana, il questore Giuseppe Petronzi, il comandante provinciale dei carabinieri Iacopo Mannucci Benincasa e il comandante della polizia locale Marco Ciacci. Questa volta, però, all'ordine del giorno ci sono problematiche ben diverse e sicuramente da affrontare in maniera più tempestiva. Durante il Comitato per l'ordine e la sicurezza probabilmente proprio ai vigili verrà chiesto un impegno maggiore rispetto ai mesi scorsi: a partire da un crescente numero di uomini da impiegare nell'ordine pubblico negli orari e nelle zone della movida serale e notturna per arginare altre eventuali derive e tensioni. Le stesse che hanno scosso anche Palazzo Marino, dove la vice sindaco Anna Scavuzzo, oltre agli effetti dell'ordinanza di sabato in corso Garibaldi, vuole rilanciare un'alleanza tra esercenti, forze dell'ordine e amministrazione.

«Serve uno sforzo in più e bisogna intervenire diversamente adesso che la questione da sanitaria si è trasformata in ben altro, con risse, rapine e accoltellamenti - assicurano e concludono i

rappresentanti delle forze dell'ordine che operano sul territorio e hanno il polso della situazione -. Anche se non si può e non si deve militarizzare Milano. E perseguire esclusivamente lo scopo di prevenire e non reprimere».

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