Ministeri, in Germania si rafforza l'ipotesi di riportarli tutti a Berlino

La divisione dei palazzi amministrativi tra Berlino e Bonn costa alla Germania 23 milioni di euro ogni anno. Nella ex capitale si trovano ancora sei dicasteri. Ma si moliplicano le voci dei politici e delle associazioni dei consumatori che chiedono di porre fine a questa anomalia.

La guerriglia a bassa intensità che sta segnando i rapporti interni alla maggioranza sul decentramento dei palazzi del potere è tutt'altro che conclusa. Ma se in Italia la Lega cerca di introdurre nel dibattito l'idea del trasferimento dei ministeri, in Germania accade esattamente il contrario. E ormai da mesi è apertissimo il dibattito su come e quando spostare a Berlino anche gli ultimi palazzi del potere rimasti a Bonn dopo l'unificazione della Repubblica Federale e di quella Democratica.
Il motivo di questo ripensamento è semplice: due capitali sono troppo care. E in tempi di crisi e di tagli, il numero dei politici che chiedono il trasloco definitivo nella nuova capitale dei 6 ministeri «decentrati» aumenta. E alla voce della politica si unisce quella della potente associazione federale dei contribuenti. La querelle sulla necessità di chiudere i dicasteri-doppione rimasti a Bonn va avanti da mesi. Periodicamente in Germania ci si chiede: ma non sarebbe il caso di completarlo questo trasloco? Questa volta a riaccendere la scintilla è un anniversario: il 20 giugno di venti anni fa, infatti, Berlino diventava definitivamente sede del governo federale. Ma lasciava nella città renana ben sei ministeri, dei 14 attuali: Difesa, Istruzione, Agricoltura, Ambiente, Sviluppo e Salute. A questi vanno aggiunti 250 uffici doppioni di quelli centrali e 8732 dipendenti. Secondo le stime dell'associazione dei contribuenti, il Bundes der Steuerzahler (BdST) - citata dal quotidiano economico Die Welt - ogni anno la doppia capitale costa circa 23 milioni di euro ai tedeschi. La circostanza di un governo diviso fra due città pesa sull'erario, inoltre, con decine di migliaia di viaggi di lavoro in aereo, treno e auto, sostanziose perdite di tempo per gli spostamenti che andrebbero dedicate invece al lavoro, e 750 tonnellate di traffico postale.
La stessa BdSt propone: «Chi vuole un governo efficiente al lavoro, deve riunificare i ministeri a Berlino. Un trasloco si ammortizzerebbe in dieci anni». Il trasferimento della capitale non fu certamente di poco conto: la Germania federale vi fece fronte investendo oltre 10 miliardi di euro, fino al 1999. Il compromesso sulla legge Berlino-Bonn del 1994 fu, insomma, «piuttosto caro», scrive ancora Die Welt, sottolineando che fra l'altro, per compensare le perdite di Bonn, sono stati investiti 1,5 miliardi di euro in strade università, cultura.
Chi è contrario al trasloco evidenzia che non sarebbe certo indolore - e a costo zero - il trasferimento degli ultimi palazzi. I sostenitori del «tutti a Berlino», però, continuano a crescere. Il vicepresidente del Bundestag, Wolfgang Thierse, ad esempio, ha auspicato un trasferimento definitivo entro i prossimi anni. In una intervista ha definito irragionevole tenere il governo diviso fra due città. La politica ha bisogno di comunicazione fra tutti gli attori coinvolti, «per questo - ha spiegato - è sensato accorpare le funzioni del governo nei prossimi anni, passo dopo passo». Anche un nativo di Bonn, come il ministro della Difesa Thomas De Maiziere,non chiude affatto la porta a questa ipotesi. «Se oggi si votasse in Parlamento per modificare la legge e spostare tutti i ministeri a Berlino, passerebbe. Gli argomenti sono tutti a favore di Berlino». L'invito rivolto al suo Land, la Renania Settentrionale-Vestfalia, è quindi quello alla piena «collaborazione».
A Berlino le autorità si dicono pronte: la città è in grado di accogliere tutti gli uffici e gli impiegati statali ancora presenti a Bonn. Per l'ex capitale - che oggi è anche la città delle ambasciate e delle residenze diplomatiche abbandonate - non si profilano quindi grandi possibilità di resistere a quedllo che appare come un destino già segnato. Ma Bonn non sembra curarsene particolarmente. La città è infatti diventata un centro economico di grande importanza. Sulla base del valore di borsa delle società che vi risiedono Bonn viene addirittura al terzo posto dopo Monaco e Dusseldorf. Basta pensare alla presenza delle due sedi centrali di Deutsche Telekom e di Deutsche Post e al gruppo dolciario Haribo.

Il trasferimento definitivo dei ministeri, quindi, non farebbe che completare la trasformazione identitaria di una città in costante evoluzione negli ultimi vent'anni. E ora pronta ad emanciparsi definitivamente dall'indotto della politica.

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