Caos al confine serbo-ungherese. Scontri tra polizia e migranti

Centinaia di migranti, stanchi di aspettare gli autobus, hanno sfondato le linee della polizia ungherese nei pressi del confine serbo

Caos al confine serbo-ungherese. Scontri tra polizia e migranti

È sempre alta la tensione in Ungheria. Centinaia di migranti, stanchi di aspettare gli autobus, hanno sfondato le linee della polizia ungherese nei pressi del confine serbo e si sono messi in marcia a piedi sulla principale autostrada verso Budapest. Lo ha constatato l'inviato dell'ANSA sul posto.

Una folla di migranti ha provato a rompere un cordone di polizia a Roszke, città dell'Ungheria al confine con la Serbia, mentre gli agenti li stavano scortando fino a un campo di transito. Gli agenti hanno usato spray al peperoncino. Lo riferisce un testimone di Reuters, aggiungendo che i poliziotti non sono riusciti a fermare i migranti e ci sono stati alcuni tafferugli. Molti profughi che stanno entrando in Ungheria varcando il confine con la Seria, a due passi dagli operai che stanno ultimando la costruzione del muro, decidono di tornare indietro. Altri tentano di evitare la polizia sparpagliandosi a gruppetti nei campi di granturco. "Ci prenderanno le impronte digitali?", chiedono una madre ed un figlio arrivati da Islib, in Siria, assieme alla famiglia composta da altre 8 persone, tra cui 3 bimbi e 3 anziani. "Non vogliamo rimanere qui, vogliamo andare in Austria o Germania, perché ci devono identificare?", dice il giovane sottolineando i timori che in caso di una identificazione saranno costretti a rimanere in terra ungherese.

Si avvicinano al centro di raccolta a circa un chilometro dal confine dove, dopo aver parlato con gli attivisti e i volontari presenti sul posto, decideranno se fermarsi o tornare indietro.(Vogliamo andare via, lasciateci andare": è il grido di decine di profughi bloccati e circondati dalla polizia ungherese dopo aver varcato a piedi il confine con la Serbia e aver percorso poche centinaia di metri. Il "centro di identificazione" provvisoriamente allestito in uno spiazzo di terra circondato da campi di granturco, si trova in aperta campagna nei pressi di Roszke Nell'area ci sono decine di volontari ungheresi e austriaci che portano generi di prima necessità e medicinali. "Temiamo ci sia anche qualche caso di tubercolosi" dice un attivista prima di inoltrarsi nel campo prima di distribuire gli aiuti. Tutta l'area è presidiata in forze dalla polizia ungherese in tenuta antisommossa. I migranti dovrebbero essere ora trasferiti in un campo di accoglienza nella vicina Roszke.

Intanto, il ministro della Difesa ungherese Csaba Hende è stato costretto alle dimissioni per non aver finito il muro anti-migranti al confine con la Serbia.

Le dimissioni sono giunte dopo la relazione al gabinetto di sicurezza sullo stato dell'opera non ritenuto sufficiente dal premier Viktor Orban che lo ha rimpiazzato con Istvan Simicsko, finora responsabile per lo sport.

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