Stretta di Trump: i clandestini saranno espulsi per prevenire i contagi

La nuova stretta di Trump ha subito indignato i democratici e gli attivisti pro-migranti, che lo hanno accusato di promuovere politiche xenofobe

Stretta di Trump: i clandestini saranno espulsi per prevenire i contagi

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato ultimamente che gli immigrati irregolari scoperti in territorio americano verranno “espulsi immediatamente” dal Paese. Il leader repubblicano ha comunicato questa stretta durante una conferenza stampa organizzata venerdì scorso e ha giustificato la svolta anti-migranti appellandosi ai poteri che la legge gli attribuisce in materia di prevenzione delle epidemie. Nel pieno dell’emergenza-coronavirus, ha affermato il tycoon, gli arrivi incontrollati di stranieri negli Stati Uniti minacciano infatti di creare una “tempesta perfetta”.

Le nuove misure restrittive annunciate venerdì da The Donald in tema di difesa dei confini, spiega Al Jazeera, sono entrate in vigore alla mezzanotte del medesimo giorno e consistono nel fatto che, da oggi in poi, tutti i migranti scoperti in territorio Usa senza regolare permesso di soggiorno saranno all’istante “rispediti indietro”. Gli stessi non potranno più sospendere la loro procedura di espulsione presentando alle autorità americane domanda di asilo politico.

Trump, evidenzia l’emittente, ha potuto annunciare una riforma così stringente poiché il governo americano ha concluso in questi giorni con il Messico un apposito patto sui respingimenti dei clandestini. Il contenuto dell’accordo è stato dettagliato sempre venerdì scorso da Marcelo Ebrard, ministro degli Esteri del Paese ispanico.

Ebrard ha appunto legittimato la linea dura del tycoon, fa sapere il network del Qatar, rimarcando che il trattato tra le due nazioni confinanti autorizza i funzionari di Washington a espellere all’istante verso il Messico gli irregolari arrestati negli Usa.

Il medesimo trattato, ha precisato il ministro citato da Al Jazeera, obbliga però Città del Messico ad accogliere soltanto gli stranieri espulsi dall’esecutivo Trump che siano o cittadini messicani oppure originari di altri Stati del Centroamerica.

Oltre a concordare le modalità di esecuzione della nuova stretta di The Donald contro i migranti, le due nazioni hanno anche deciso recentemente, riporta l’organo di informazione, di ridurre al minimo gli spostamenti di persone e veicoli attraverso le rispettive frontiere, sempre al fine di contenere la circolazione del coronavirus.

La svolta del presidente americano riguardo alle espulsioni immediate degli irregolari è stata subito duramente criticata dall’opposizione democratica e dagli attivisti umanitari.

Ad esempio, la deputata liberal Veronica Escobar, sottolinea l’emittente, ha accusato la mossa del tycoon di alimentare la xenofobia e di trattare i richiedenti asilo come capri espiatori al tempo del Covid-19.

Anche Julissa Arce Raya, avvocato specializzato nella tutela dei diritti degli immigrati, si è scagliata contro le nuove misure restrittive messe a punto dalla Casa Bianca, denunciando che il presidente avrebbe usato l’emergenza sanitaria in corso quale pretesto per attuare il suo programma elettorale anti-stranieri.

Nonostante le critiche, The Donald tira dritto, ribadendo il proprio impegno a sostegno dei funzionari Usa preposti

alla difesa dei confini, che sarebbero stati a suo dire per troppi anni lasciati soli a fronteggiare, riferisce Al Jazeera, “flussi migratori incontrollati, selvaggi e illegali da dozzine di Paesi”.

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