Sosta al King Memorial solo per 90 secondi: polemica contro Trump

Il presidente Usa non ha partecipato a nessun'altra celebrazione in memoria del leader degli afroamericani, nel Martin Luther King day

Sosta al King Memorial solo per 90 secondi: polemica contro Trump

In occasione del Martin Luther King day, celebrato ieri, 21 gennaio, in tutta America, il presidente Donald Trump ha fatto visita al memoriale dell'attivista che si è battuto per i diritti civili degli afroamericani. Accompagnato dal vice presidente, Mike Pence, Trump ha percorso la National Mall, il grande viale di Washington, per deporre una corona di fiori ai piedi del Martin Luther King Memorial. Poi si è girato ed è tornato indietro. In tutto, la sua visita è durata meno di due minuti.

Ai cronisti, presenti sul posto, il presidente americano si è limitato a dire: "È una bella giornata". Nessuna parola sul leader degli afroamericani. Solo un tweet, sul suo profilo, per ricordare la giornata particolare: "Oggi celebriamo Martin Luther King per essersi battuto per le verità tanto care agli americani, ossia che non importa quale sia il colore della nostra pelle o il luogo della nostra nascita: siamo tutti creati uguali da Dio".

Trump non ha partecipato a nessun'altra cerimonia in memoria di Martin Luther King. La visita lampo al memoriale e la poca partecipazione agli eventi della giornata non è piaciuta al popolo americano, che ha attribuito il gesto a un insulto: "Arrivare fin sotto il monumento in auto e fermarsi appena 90 secondi è alla stregua di un insulto", avrebbe detto il reverendo Al Sharpton, secondo quanto riporta Repubblica.

Anche Martin Luther King III, figlio del celebre attivista, si è scagliato contro gli esponenti della Casa Bianca, in particolare contro Mike Pence, che aveva usato l'immagine del padre per la costruzione del muro al confine col Messico:"Ci ha ispirati a portare il cambiamento attraverso il processo legislativo per rendere l'Unione più perfetta. E' proprio quello che il presidente Trump chiede al Congresso di fare: sedersi al tavolo in buona fede. Rendiamo sicura la frontiera, riapriremo il governo", aveva detto Pence.

E il figlio dell'uomo che combattè per l'uguaglianza, ribatte sostenendo che "Martin Luther King Jr. era un costruttore di ponti non di muri..direbbe che l'amore e non l'odio renderebbero l'America di nuovo grande".

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