Monza Insulta la ex su Facebook, il giudice: «Danno da 15mila euro»

Galeotto fu il commento e chi lo pose. A volte Facebook può essere un boomerang e tornare indietro. Oltre che costare caro. Altro che valvola di sfogo dove affidare i propri commenti a ruota libera. Le pagine web come un giornale e una stupidaggine di troppo può costare anche una condanna. Ne sa qualcosa un impiegato trentenne brianzolo che aveva approfittato del socialnetwork più diffuso al mondo per vendicarsi della sua ex. Una frase, un commento un po’ spinto ad una fotografia “postata” dalla sua ex fidanzata nella pagina visibile agli utenti amici della ex coppia e una causa in tribunale. Il passo è stato più che breve. Un insulto pesante, una vendetta che è costata cara all’autore. Ora l’amante respinto dovrà mettere mano al portafoglio pagando alla donna 15mila euro. Somma che il magistrato monzese ha stabilito spettare alla donna a titolo di risarcimento per il danno morale arrecato dall’ex fidanzato. Lo ha stabilito il giudice Piero Calabrò della Tribunale civile di Monza che ha accolto la richiesta di risarcimento avanzata un anno fa dalla ex fidanzata. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza dal momento che la rete e in particolare Facebook è sempre stata considerata una prateria dove tutto o quasi è possibile. Nelle motivazioni il giudice ha sottolineato che il commento affidato a Facebook rappresenta "una lesione dell'onore, della reputazione e del decoro" dell'ex fidanzata.

In base a questo il giudice ha deciso che la donna ha subito un danno morale soggettivo inteso come "turbamento dello stato d'animo della vittima del fatto illecito, vale a dire come complesso delle sofferenze inferte alla danneggiata dall'evento dannoso, indipendentemente dalla sua rilevanza penalistica".

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