Non ci sono più soldi per i supplenti

FONDI Dovrebbero bastare sino a marzo ma alcune scuole non hanno pagato lo stipendio di gennaio

Bilanci sempre più in rosso nelle scuole: da Roma non arrivano soldi, così diventa impresa sempre più ardua far fronte a tutti gli obblighi finanziari necessari per far funzionare il servizio scolastico. All’ufficio scolastico regionale ogni giorno arrivano denunce e proteste, ma anche qui nessuno è in grado di prendersi il minimo impegno, perché solo il ministero può recuperare i fondi necessari. Due i problemi più urgenti da risolvere: pagare i supplenti e organizzare i corsi di recupero alle superiori. Per quest’ultimo problema i dirigenti scolastici navigano a vista. «Stiamo programmando quello che possiamo – dice Annamaria Indiminneo a nome dell’associazione delle scuole autonome – Certo è che finora abbiamo a disposizione una minima parte dei fondi necessari per questa attività». E per cercare di risparmiare in alcune scuole si è sospesa la normale attività didattica per un’intera settimana impegnando i docenti a occuparsi solo degli studenti che devono rimediare a qualche insufficienza. Tutte le organizzazioni sindacali della scuola stanno premendo sul ministero perché si sblocchi la situazione, ma finora nessuna risposta. Significativa la lettera indirizzata al ministro Gelmini da Roberto Pellegatta a nome della Disal (un’associazione professionale che fa riferimento all’attuale maggioranza di governo) nella quale tra l’altro si legge: «Purtroppo neppure le recenti notizie di incontri ministeriali aggiungono elementi certi che diano chiarezza alla predisposizione del bilancio. In questa vaghezza restano ad esempio gli stanziamenti per le attività di recupero nelle scuole secondarie di secondo grado, proprio mentre si sono svolti o si stanno svolgendo gli scrutini che ne debbono deliberare l’attivazione». E a farne le spese accanto agli studenti che devono recuperare anche una parte dei docenti supplenti a cui pure non sono assicurati gli stipendi. Mediamente ci sarebbero i fondi solo fino a marzo, ma alcune scuole denunciano di essere in ritardo a pagare gli stipendi di gennaio.

La lettera al ministro così conclude: «Lei sa che come dirigenti scolastici siamo impegnati a garantire il buon funzionamento delle scuole, a servizio unicamente dell’essenziale compito di istruzione ed educazione. Confidiamo quindi celermente nel Suo sostegno perché la nostra azione non sia compromessa dalla cronica inadeguatezza delle risorse finanziarie, fonte costante di disagi e conflitti».

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