Falso in concorso, indagata la deputata di Italia Viva

Secondo i pm la deputata Giusy Occhionero avrebbe fatto passare Antonello Nicosia per suo assistente. In questo modo il Radicale, arrestato per mafia, è riuscito ad andare in carcere e parlare con i detenuti al 41 bis

Falso in concorso, indagata la deputata di Italia Viva

Ci sono i primi strascichi giudiziari per la deputata di Italia Viva Giuseppina Occhionero. La Dda di Palermo l'ha iscritta nel registro degli indagati con l'accusa di falso in concorso. Alla parlamentare è stato anche notificato un invito a comparire per la prossima settimana.

Secondo l'accusa, la parlamentare, che lo scorso 5 novembre è stata interrogata dal procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e dai pubblici ministeri Gery Ferrara e Francesca Dessì, avrebbe fatto passare Antonello Nicosia, poi finito in manette, per suo assistente. In questo modo Nicosia è riuscito ad andare in carcere e parlare con i detenuti anche se non ne aveva diritto. A Nicosia viene invece contestato il concorso in falso aggravato. É proprio il ruolo dell'ex assistente della parlamentare a inguaiare la deputata esponente del nuovo partito di Matteo Renzi, dopo che il 4 novembre scorso il Ros dei carabinieri e il Gico della guardia di finanza avevano arrestato, su disposizione della procura del capoluogo siciliano, Antonello Nicosia e il boss di Sciacca, Accursio Dimino, accusati di associazione mafiosa, Luigi e Paolo Ciaccio e Massimiliano Mandracchia per favoreggiamento.

Nicosia infatti - già direttore dell'Osservatorio internazionale dei diritti umani, ed eletto nel comitato nazionale del XVII congresso dei Radicali italiani - secondo i pubblici ministeri avrebbe veicolato all'esterno messaggi provenienti da mafiosi detenuti nei penitenziari sparsi nella Penisola. Accessi molto più agevoli, con meno controlli, se fatti assieme a un parlamentare della Repubblica che ha tra le prerogative anche quella di potere effettuare accessi nelle carcere senza alcun preavviso. Dall'indagine infatti era emerso che, oltre a progettare estorsioni e omicidi, Antonello Nicosia entrava e usciva dalle carceri, incontrando anche i boss detenuti al 41 bis, proprio grazie alla Occhionero.

La deputata e Nicosia si erano conosciuti tramite i Radicali, di cui proprio Nicosia era un esponente. Secondo l'accusa, il 21 dicembre dello scorso anno, dopo alcni contatti telefonici tra i due, la deputata è arrivata a Palermo per incontrare Nicosia. Con lui, sie era immediatamente recata a fare una ispezione presso il carcere Lorusso Pagliarelli. E proprio all'ingresso ha dichiarato che Antonello Nicosia era un suo collaboratore. Circostanza falsa, hanno spiegato gli inquirenti che hanno accertato l'episodio, anche attraverso indagini alla Camera. All'epoca tra i due non vie era nessun rapporto di lavoro ufficiale. I giorni successivi a questo primo incontro, i due si sono recati in visita con le stesse modalità, nelle carceri di Agrigento e Sciacca.

Giuseppina Occhionero, è la seconda deputata indagata del nuovo

partito dell'ex segretario del Partito Democratico ed ex premier Matteo Renzi. Alcuni giorni fa, la notizia dell'indagine a carico del "collega" Luca Sammartino, deputato all’Assemblea regionale Siciliana. Il reato ipotizzato per lui, è corruzione elettorale.

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