Pamela Villoresi porta nella Grande Mela il festival dedicato alla spiritualità

Si chiama «Divinamente New York» e ricalca il festival che da anni arricchisce di eventi e spettacoli il programma delle feste pasquali a Roma. Nella trasferta americana anche Evelina Meghnagi e Teresa De Sio

Pamela Villoresi porta nella Grande Mela il festival dedicato alla spiritualità

Le buone idee hanno le gambe lunghe. Quelle ottime addirittura i biglietti aerei a disposizione. Ed è così che l'«invenzione» di Pamela Villoresi dopo aver incantato la capitale sotto le feste pasquali adesso attraversa l'oceano per affrontare il pubblico della Grande Mela. Non può non chiamarsi «Divinamente New York» il festival internazionale di spiritualità che ricalca quel «Divinamente Roma» da poco conclusosi nella capitale. Da oggi al 26 aprile il festival - ospite dell'Istituto italiano di cultura - si articolerà in cinque serate. «Divinamente New York» celebra spiritualità e esplorazione artistica attraverso una serie di spettacoli che comprendono eventi teatrali e musicali e tavole rotonde. Il tema di quest'anno è «Il Timore di Dio», un argomento che rintraccia le esperienze di paura e trepidazione, e come queste si evolvano in sollievo, accettazione e pace. Il tema sarà declinato in sei diverse produzioni teatrali, artistiche e musicali in spazi differenti come il Rubin Museum of Art, il Symphony Space e l'Istituto Italiano di Cultura.
L'avvio della kermesse nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura con una tavola rotonda sul tema che muove che la rassegna. Un incontro che ospiterà anche le letture da «L'Arca di Noè» di Michele di Martino, dall'«Inferno» dantesco e di brani dalle «Baccanti» di Euripide.
Seguirà «Il Cammino dell'Anima», un concerto col duo di musicisti russi Anton Dressler, al clarinetto, e Uri Brener, al piano, che ci guideranno in un percorso che si snoda attraverso la Rapsodia di Debussy, la bellezza esasperata della Meditazione di Massenet e il dolore del Kaddish di Ravel, ma che lascia spazio anche a composizioni originali e ad altri stili quali la musica contemporanea e popolare, l'improvvisazione e il jazz, la musica dei trovatori, ebraica e klezmer.
Domani al Symphony Space la preghiera secolare di Teresa De Sio, con lo spettacolo «Amèn» invocherà il Paradiso in terra attraverso la cultura popolare. Il Rubin Museum of Art ospiterà la terza sera del festival, sabato 24 Aprile, e sarà stupefacente scenografia per «Stellarum Opifice» lo spettacolo-omaggio alla figura di suor Maria Celeste Galilei, che nel segno di un ponte tra fede e ragione scandisce il delicato percorso d'amore tra Galileo Galilei e Virginia, figlia illegittima del grande scienziato fattasi suora al principio del 1600. Nella St.Mark's Church, domenica 25 Aprile, Vanessa Gravina interpreterà sul palcoscenico il coraggio di «Francesca, la Santa degli Emigranti», dedicato a Francesca Cabrini la religiosa lombarda che dal 1889, anno della sua trasferta a New York, fino alla sua scomparsa nel 1917, riuscì a creare dal nulla scuole, ospedali, convitti, orfanotrofi, coinvolgendo nel suo progetto artisti, pensatori e politici di diversa fede.

L'evento di chiusura, lunedì 26 aprile all'Istituto italiano di cultura, presenterà la calda ed accattivante voce di Evelina Meghnagi mentre rivive l'esodo degli ebrei sefarditi attraverso Africa ed Europa fino alla comunità di Roma, nello spettacolo «Di Voce in Voce».

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