Pesci che contano, polpi che litigano e gatti che sanno tutto...

Ecco i più incredibili comportamenti animali sulla base dei più recenti risultati scientifici

Pesci che contano, polpi che litigano e gatti che sanno tutto...

Quando la piccola Giulia chiede ai genitori entrambi noti astrofisici perché se ne stiano tutto il giorno a scrutare inutili stelle da qualche parte dell'universo, la risposta del padre Giovanni è sempre la stessa: «Così diventiamo meno ignoranti». In fondo, la semplice frase spiega l'utilità della cosiddetta «ricerca di base». La ricerca fine a se stessa che, magari, per quelle strane combinazioni aristoteliche di Tyke e Autòmaton, fortuna e caso, chiamate «serendipità», porta a nuove e importanti scoperte che alimentano applicazioni formidabili. La ricerca animata dalla pura curiosità di conoscere almeno un poco i fenomeni naturali, per essere, appunto, meno ignoranti. Un libro cambierà la vita di Giulia: Il sistema periodico di Primo Levi. Quelle pagine le sveleranno «il sublime mestiere del chimico», consistente nel tentativo di dominare i segreti della materia, quindi nella più alta forma di curiosità.

Del resto, lo aveva dichiarato lo stesso Levi, in un'intervista sul suo libro a Marco Belpoliti: «Per conto mio ho in sospetto tutte le assenze della ragione. Per questo considero salutari i mestieri che esercitano la ragione e il mio è uno di questi. Non a caso, in questo libro, ho costantemente equiparato il mio mestiere alla caccia. L'uomo è diventato uomo cacciando, cioè esercitando la ragione». Un approccio positivista, dunque, la curiosità di conoscere, esercitando una «caccia», per definizione, ricerca infinita...

Giulia Bignami è ora scrittrice e, nel suo nuovo libro, I gatti lo sanno. Comportamenti incredibili dal mondo animale (Giunti, pagg. 272, euro 16), ha condensato un numero straordinario di risultati scientifici pubblicati negli ultimi anni da ricercatori sparsi per le università di tutto il mondo, raggiungendo il risultato impossibile di conciliare il massimo rigore col massimo divertimento. In questo, almeno una parte del merito va all'artista Laurina Paperina e alle sue deliziose illustrazioni disneyane che fungono da sontuoso apparato iconografico al volume.

Se un capitolo s'intitola «Pesci rossi in cabriolet» e Laurina Paperina lo introduce col disegno di un carassio alla guida di una decappotabile che emette bolle d'aria dal tubo di scappamento, chiunque penserebbe alla fantasia di un burlone! Invece no, è tutto vero! Con l'acronimo FOV, Fish Operated Vehicle si indica una piattaforma a quattro ruote su cui è posizionata la vasca per il pesce che, spostandosi in acqua, controlla l'avanzamento su terra della macchina. Una telecamera e un computer, posizionati sulla vasca, mediano il movimento, traducendo in spostamenti terrestri quelli acquatici del pesce. Il quale, di fatto, guida, dirigendo la vettura dove gli studiosi hanno posizionato il cibo. L'esperimento, condotto in Israele dall'Università Ben Gurion, raggiunge livelli ancor più sofisticati, che richiederebbe troppo tempo spiegare qui. Basti capire che ciascun capitolo è costruito con la formula: una «vignetta» divertente a introdurre un racconto incredibile, ma sempre frutto di esperimenti condotti secondo il metodo scientifico galileiano, ovvero ripetibili e verificabili. Ci si imbatte in seppie dotate di autocontrollo, capaci di attendere un tempo lunghissimo per ottenere un gamberetto vivo, rinunciando a un premio immediato, ma meno appetitoso. Sempre le seppie, sprovviste di ippocampo, ovvero la parte del cervello, il cui deterioramento, per noi umani, comporta la perdita della memoria episodica (legata a specifiche caratteristiche correlate tra il cosa, il dove e il quando di un avvenimento), non diventano smemorate in vecchiaia. Probabilmente, secondo l'Università di Cambridge, in quanto esiste fra loro forte competizione per accoppiarsi tra individui adulti prossimi alla morte. Ciò favorisce evolutivamente i vecchi per massimizzare il successo riproduttivo basato sul monopolio di risorse e sui ricordi dei precedenti accoppiamenti. Consolante per le anziane seppie. Chi mai avrebbe pensato, ad esempio, che i pesci sapessero contare? Lo sperimentano invece all'Università di Trento. Dove, attraverso lo studio del cervello dei minuscoli pesci zebra, si comprendono le regioni cerebrali e, ipotizzando l'esistenza di un sistema numerico non verbale comune ai vertebrati, si apre la strada a un impiego dei pesciolini, come modello per lo studio della genetica e la neurobiologia dei meccanismi responsabili della discalculia umana, il disturbo che impedisce di svolgere le operazioni matematiche.

L'autrice è una miniera di informazioni straordinarie (come quella sui litigi dei polpi australiani che si lanciano alghe e conchiglie in fondo al mare) ma, come dice Telmo Piovani nella prefazione, non v'è nel volume gara a chi sia più bravo e in cosa. Piuttosto, l'invito a un antropocentrismo s'è capito, infine, quanto sia inevitabile l'antropocentrismo umano... - intelligente e lungimirante. Il mondo non ha bisogno di essere salvato: non così la razza umana.

Il gatto, che dà il titolo al volume e s'è lasciato per ultimo, può insegnarci tutto. Perché Lui sa... Mangiava topi che infestavano granai e navi.

In cambio, dalla Mezzaluna fertile, l'abbiamo portato nel mondo. «Non lo abbiamo addomesticato»; semmai il contrario. Ad esser pietosi, lui stesso s'è autoaddomesticato grazie alla selezione naturale. Così può avviarci con successo al maggiordomato felino...

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