
Un paradosso. Le persone che avrebbero più bisogno di tutela - stiamo parlando delle donne disabili vittime di violenza - hanno meno accesso al sistema di accoglienza. I centri antiviolenza, per svariati motivi, non le prendono in carico. Così le prepotenze, i toccamenti, gli insulti fino alle violenze vere e proprie restano avvolte da una cortina di silenzio o rimbalzano nella sordità di chi le circonda.
Quante sono le vittime? Il dato non viene raccolto. Possiamo solo immaginarlo grazie alle denunce di poche coraggiose. «I dati Istat più recenti risalgono al 2014 - denuncia Marta sul suo blog di attivista disabile - Il report è stato costruito su questionari rilasciati nelle case di accoglienza dove però le disabili (ad eccezione di chi manifesta disabilità psichiatrica) non ci sono. In tutto questo pesa anche una cultura che sostanzialmente nega il corpo femminile disabile . Infine, bisogna fare i conti con l'incapacita oggettiva del Sistema di accoglienza (mancanza di fondi, di personale o inaccessibilità delle strutture)».
Vi sono, in aggiunta, difficoltà insormontabili per le donne costrette a dover lasciare la propria abitazione. «Un percorso a ostacoli che per noi risulta ancora più complicato - scrive la blogger - soprattutto quando (molto spesso) la persona abusante è il proprio caregiver, o quando la violenza è perpetrata nei confronti di donne con disabilità intellettiva, perché non vengono credute. Eppure, nonostante tutte queste barriere, esistono alcune donne disabili che arrivano a denunciare la violenza subita, dunque dovremmo chiederci: che fine fanno?». Ieri, a Palazzo Lombardia, si è affrontata la questione al «Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne» all'interno del quale l'assessore regionale Elena Lucchini che si occupa anche di disabilità e pari opportunità ha illustrato come verranno ripartite le risorse: « La nuova programmazione con la misura Vicini a ogni donna prevede uno stanziamento di 3.689.683 euro per potenziare i servizi o avviare ristrutturazioni dei Centri antiviolenza che si occupano di donne disabili vittime di violenza». Per potenziare la rete «verrà fatto un protocollo con associazioni, ordini professionali, enti pubblici ed enti del terzo settore ». Le risorse nazionali e regionali totali messe a disposizione per le Case che offrono protezione alle donne ammontano a 15.927.000 di euro.
«Le politiche contro la violenza sono al centro del nostro governo - ha detto Lucchini - Anche quest'anno abbiamo deciso di aumentare le risorse per il sostegno e l'accoglienza. L'incremento è costante negli anni e registra un +291% rispetto ai fondi del 2021 che erano di 4.071.327 euro».
- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.