Allerta epatiti dei bambini "Segnalare i casi sospetti". Non c'è nesso con i vaccini

In Italia 17 malati. A Bergamo trapianto per un 11enne. L'ipotesi di un adenovirus sconosciuto

Allerta epatiti dei bambini "Segnalare i casi sospetti". Non c'è nesso con i vaccini

Attenzione ai sintomi gastrointestinali, tra cui dolore addominale, diarrea e vomito. Se i vostri bambini accusano questi malesseri rivolgetevi prontamente ai pediatri. I medici, le asl, gli ospedali, tutti sono allertati dal ministero della Salute che in una circolare chiede massima collaborazione per accertare i sintomi di epatite acuta di origine sconosciuta che colpisce i bambini, anche quelli più piccoli. E i responsabili della sanità a livello locale devono «segnalare i casi sospetti al ministero e all'Iss e a conservare i campioni biologici (sangue e urine) per consentire gli accertamenti necessari».

Per il momento secondo il ministero, sono 11 i casi segnalati in Italia ma solo due quelli confermati con sintomi riconducibili a quelli riscontrati in Inghilterra. In realtà ha risultati diversi la Sigenp, società di gastroenterologia epatica pediatrica che ha lanciato un'indagine ancora non conclusa nei 5 centri italiani di trapianto del fegato e gli ospedali pediatrici e universitari. «In 24 ore, hanno risposto 41 centri in 11 regioni di ogni area del paese spiega Angelo Di Giorgio, pediatra epatologo e coordinatore dell'aera fegato della Sigenp e sono stati segnalati 17 casi di epatite acuta di origine sconosciuta nel periodo gennaio-aprile». Tra questi casi, solo un bambino di 11 anni è stato sottoposto a trapianto ed è tuttora ricoverato all'Ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Dov'è in osservazione anche una bambina di sei anni, sempre colpita da un'epatite acuta di origine sconosciuta. Anche il bimbo di tre anni di Prato, ora al Bambino Gesù di Roma, è in progressivo miglioramento. E il rischio di trapianto si allontana.

La patologia spesso si risolve con cure appropriate. Ma la quantità dei casi deve preoccupare? «I numeri sono sovrapponibili con quelli degli anni precedenti spiega Di Giorgio nessun centro ha avvertito un incremento. In un anno i casi sono in media 50-60 e i trapianti 5-6. Questa patologia non è nuova, c'è sempre stata. Fin dagli anni '30 solo che prima i bambini morivano ora ci sono cure e trapianto».

L'Italia dunque, per il momento non sembra essere investita da questo virus sconosciuto che il ministero esclude sia connesso al Covid. Il problema è quello che succede in Uk. In quattro mesi, 108 casi di questa patologia rientra in un incremento anomalo che fa allarmare le autorità sanitarie. Nel 77% dei casi è stato trovato l'adenovirus nei bambini colpiti ma non è detto che sia stata la causa scatenante dell'epatite. Ecco perché si sta cercando di capire cosa succede. In Inghilterra non è stato identificato alcun legame con il vaccino anti Covid e un questionario somministrato ai casi, su alimenti e abitudini personali, non ha identificato alcuna esposizione comune. Ma nella circolare non si esclude ancora nulla: «Si potrebbe ipotizzare o la comparsa di una nuova variante di adenovirus in circolazione che causi una grave epatite nei bambini, o che una variante comunemente in circolazione stia colpendo soprattutto bambini più piccoli forse immunologicamente non protetti in relazione alla minore circolazione di adenovirus durante la pandemia.

E poiché alcuni casi sono risultati positivi per SARS-CoV-2 e/o Adenovirus, è necessario intraprendere la caratterizzazione genetica dei virus per determinare eventuali associazioni tra i casi».

Per ora si brancola nel buio ma quello che preoccupa è l'aspetto della contagiosità di questo virus sconosciuto. Sui grandi numeri i bambini infetti possono diventare tanti e i casi gravi potrebbero moltiplicarsi.

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