La Boldrini dà lezioni di Storia: "Non esiste un fascismo buono"

Boldrini: "Parlare di "fascismo buono" contrapposto a un "nazismo cattivo" è un'alterazione della storia". E su Afd: "Razzisti e xenofobi"

La Boldrini dà lezioni di Storia: "Non esiste un fascismo buono"

Laura Boldrini vede il fascismo dappertutto. Anche oltre i confini. E così non poteva mancare il suo allarme lanciato durante un incontro con una delegazione di sindaci e delle associazioni partigiane nel 73° anniversario dell'eccidio del Grappa. Lo spunto lo fornisce il risultato delle elezioni tedesche. E la presidente della Camera, paladina dell'antifascismo, non può esimersi dal criticare la cosiddetta "onda nera" dell'Afd, il partito di estrema destra che ha ottenuto oltre il 12% entrando nella prima volta nel Bundestag. Ecco dunque che torna in auge il fascismo.

"Oggi in Europa purtroppo ci sono molti movimenti e partiti che ancora si ispirano a quelle idee, a quella mentalità, a quell'estremismo. Abbiamo visto l'altro ieri le elezioni in Germania, che è una democrazia forte, solida, stabile. Dunque da questo punto di vista dovremmo stare sereni. Però, certo, sapere che per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale al Bundestag tedesco entreranno deputati che hanno nel razzismo e nella xenofobia una loro caratteristica, questo sicuramente non ci tranquillizza", ha tuonato la Boldrini. Che poi ha aggiunto: "Spesso si dimentica che ad aiutare i nazisti erano i fascisti, cioè altri italiani che si mettevano contro i loro confratelli. E questa è la conferma che non si può parlare di un "fascismo buono" contrapposto ad un "nazismo cattivo". Questa è una ricostruzione che non esiste, non funziona, è un'alterazione della storia".

Lo spunto tedesca da riportare nel nostro paese casca a pennello. "Chi si ispira ancora oggi, purtroppo, al ventennio non può quindi rivendicare alcun patriottismo, perché Mussolini consegnò l'Italia ad una potenza straniera che perseguiva unicamente il suo interesse di dominio. Questo non è patriottico. E allora anche sulla parole stiamo attenti a non farci espropriare. Come quello di "patria": concetto bello, alto, nobile. Molto diverso da quello di "nazionalismo", che invece è gretto, chiuso, crea muri, fili spinati. L'essere patriota è una cosa che deve riguardare ogni persona democratica, ed è un termine che non va frainteso".

Il refrain si ripete. E lo spartito è sempre lo stesso. D'altronde non è mica un caso se a Milano il 25 aprile del 2013, primo anniversario della Liberazione trascorso sullo scranno più alto di
Montecitorio, la Boldrini abbia dichiarato: "Non è mai esistito un fascismo buono. Il fascismo è stato un regime illegittimo, nato dall'esercizio dello squadrismo e dell’assassinio politico con la sistematica manipolazione dell’informazione. Anche oggi maturano risposte illiberali in Ue alla crisi. Dobbiamo stare in guardia contro populismo autoritario. Ma grazie alla Resistenza ci siamo liberati anche dai valori sbagliati del fascismo, dalla celebrazione della divinità, dal maschilismo e dalla riduzione della donna a madre e sposa”.

Era l'inizio di uno dei più grandi tormentoni dell’era boldriniana: la battaglia contro tutto quello che in qualche modo si possa ricondurre al regime di Benito Mussolini, dagli edifici alle opere d’arte. Come non ricordare quando nel luglio 2017 la presidente della Camera a propostio della legge Fiano ha detto: "Non commento i provvedimenti che sono in Aula, ma ci sono persone
a disagio quando passano sotto i monumenti fascisti.

Per quanto riguarda queste manifestazioni di ispirazioni fascista, noi non possiamo sottovalutarle, lo abbiamo visto dalle manifestazioni al cimitero di Milano, alla spiaggia con lo stabilimento balneare, alle liste con il littorio fascista, alle irruzioni nei consigli comunali, ci sono persone che si sentono colpite da questo, a volte anche offese. Non accade altrettanto in Germania dove i simboli del nazismo non ci sono più". Non ci saranno i monumenti, ma ora che i "nazisti" sono entrati in Parlamento, la Boldrini passerà notti insonni.

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