Caos M5S, "Le Comunali? Saranno un disastro"

Il M5S si prepara alla debaclé, il 'campo largo' del Pd rischia di assomigliare a un 'campetto' e vi è una forte preoccupazione per le prossime amministrative

Caos M5S, "Le Comunali? Saranno un disastro"

Il M5S si prepara alla debaclé e il 'campo largo' del Pd rischia di assomigliare più a un 'campetto'. Storicamente, infatti, i Cinquestelle alle elezioni amministrative prendono percentuali bassissime e, tra ricorsi e lotte intestine, potrebbe scomparire quasi del tutto dai territori.

“Noi guardiamo con un po' di preoccupazione e soprattutto con rispetto alla discussione che è in atto nel M5S, ma immaginiano che i problemi formali saranno risolti politicamente", dice a ilGiornale.it un fiducioso Nicola Oddati, coordinatore delle Agorà democratiche. "I Cinquestelle sono un alleato prezioso e né noi né loro abbiamo mai pensato che, per vincere le amministrative, basti un'alleanza a due", aggiunge l'esponente dem. Anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, proprio ieri, ha spiegato che:"Se il disegno del campo largo si riduce a un'alleanza Pd-Leu-5S, che in più sconta l'estrema fragilità di una delle sue componenti, si tratta di un campo decisamente troppo stretto. È utile che il dialogo con i 5S continui, ma è evidente che questo schema non può bastare". Gori, infatti, ha chiesto di aprire maggiormente ai "riformisti" dato anche che non mai considerato"il M5S un alleato particolarmente affidabile". Lo schema, come per le ultime Comunali, quindi, sarebbe di cercare di creare "un'alleanza larga" che comprenda sia le forze di sinistra come Articolo Uno sia quelle di centro come Azione, +Europa e, laddove è possibile, anche con i renziani "ma nessuna delle piccole forze può pensare di fare degli aut-aut 'o noi o loro'".

Anche tra i Cinquestelle c'è la consapevolezza che le prossime amministrative "saranno un disastro". Anzi. "La prossima tornata elettorale sancirà la scomparsa del M5S dai territori", ammette un deputato pentastellato che ci chiede di rimanere anonimo. "Noi ci stiamo candidando col Pd per limitare i danni e non rischiare di prendere l'1%", aggiunge la nostra fonte. E parlando dei democratici, dice: "A noi ci vogliono in coalizione solo per evitare che il nostro 3-4% vada disperso, mica perché siamo decisivi" tanto è vero che, anche questa volta, quasi sicuramente, il M5S non esprimerà nessun candidato sindaco. "Saranno tutti del Pd o comunque riconducibili alla sinistra e Conte spingerà per siglare l'alleanza giallorossa un po' ovunque così da nascondere i tonfi elettorali com'è successo a Napoli e Bologna", ci spiegano in casa M5S.

L'ex premier vive questo frangente politico da 'Conte dimezzato' e non è ancora chiaro neppure quando questa vicenda sarà risolta. Secondo l'avvocato Lorenzo Borrè, che ha ottenuto la sospensiva che, di fatto, manda indietro di due anni le lancette dell'orologio del M5S, l'iter non sarà breve. "Se i Cinquestelle presentano subito il ricorso, credo che il giudice potrebbe iniziare la discussione il primo marzo, ma la decisione non verrà comunque presa immediatamente", ci spega l'avvocato che prevede ci vorranno almeno un paio d'anni perché l'intera vicenda giudiziaria possa dirsi conclusa. Insomma il M5S rischia una vacatio di potere che potrebbe protarsi fino alle prossime comunali. "Preso atto che hanno sbagliato, i Cinquestelle – sottolinea Borrè - avvieranno la procedura per la nomina del comitato di garanzia, adotteranno un regolamento per la nomina del comitato direttivo. Le tempistiche dipendono tutte dalle scelte che farà Conte e, quindi, non è affatto detto che riavrà i pieni poteri prima delle amministrative". All'interno del Movimento c'è ovviamente una grande preoccupazione, ma per quanto riguarda i tempi si è moderatamente fiduciosi. "Col ricorso presentato subito, già per metà marzo si capirà cosa succederà con la sospensione. Se, invece, parliami del processo civile, qui i tempi si dilatano fino a 3-4 mesi", ci spiega una pentastellata ben informata che ci raccomanda di preservare il suo anonimato. Nel migliore dei casi si arriverebbe a ridosso della prossima tornata elettorale. "Ovviamente, il giudice potrebbe anche esprimersi contro il ricorso alla sospensiva. Questo, però, non dovrebbe creare problemi per la presentazione delle liste che possono essere firmate dai capigruppo oppure dallo stesso Beppe Grillo", dice la nostra fonte.

Le scelte di natura politica, ossia le alleanze nelle singole città, in ogni caso, saranno prese sempre da Conte il quale, però, sembra non avere molta fretta che questa vicenda legale si risolva in tempi rapidi. "Le malelingue dicono che lui vorrebbe allungare il brodo per non prendersi la responsabilità della sconfitta alle amministrative", ci viene riferito. Gli oppositori di Conte, infatti, sono persuasi della possibilità che lui cercherà di evitare il dibattito su un'eventuale debaclè dicendo: "Sono tre mesi che mi hanno congelato la leadership , non ho potuto fare le liste e agire in autonomia". È, infatti, opinione comune che Conte non ami misurarsi con le elezioni reali. "Non è certo un 'cuor di leone'", ci dicono i pentastellati. Un'impressione che circola anche fuori dal M5S. "Che Conte non sia 'cuor di leone' lo si vede dalla vicenda delle supplettive di Roma.

Non appena noi abbiamo detto che non lo avremo sostenuto, lui si è tirato indietro", ricorda il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi che sottolinea: "In quell'occasione ebbe paura di Calenda e non trovò il coraggio di candidarsi come leader del M5S".

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