Grillo-Conte, braccetto di ferro "Una riunione antibiotica"

Il guru incontra l'ex premier: "Ripristinato il Movimento". Ma la sfida si sposta su Rousseau, e l'ex premier non ci sta

Grillo-Conte, braccetto di ferro "Una riunione antibiotica"

Alla fine si torna sempre lì. A Beppe Grillo e alle sue metafore. Frasi titolo snocciolate ai cronisti che danno il senso della giornata. Assodato che il M5s è un malato politico, ecco che arriva l'Elevato con la sua cura. Dopo più di due ore di riunione intensa con Giuseppe Conte e il pool legale dei Cinque Stelle, Grillo esce a braccetto con il leader sospeso dal Tribunale di Napoli e se ne esce con una delle sue: «Abbiamo fatto una riunione antibiotica per ripristinare il sistema immunitario del Movimento».

Il teatro del confronto è lo studio del notaio Luca Amato a Via Po a Roma, professionista al quale negli anni i pentastellati hanno fatto spesso riferimento per la certificazione di atti. Presenti gli avvocati di Conte e quelli di Grillo, oltre a Amato. Dopo una riunione interminabile, con al centro la mediazione su Rousseau, gli avvocati decidono di tentare immediatamente anche la carta della revoca dell'ordinanza di sospensione dello Statuto approvato ad agosto scorso. I professionisti attraverso l'istanza che sarà presentata ai giudici partenopei, cercheranno di dimostrare che le due delibere sospese sono valide alla luce del regolamento del 2018. Passo dovuto, ma se non si dovesse ottenere una rapida revoca dell'ordinanza c'è da risolvere il nodo della piattaforma su cui si dovrebbe far votare agli iscritti il Comitato di Garanzia a tre, organismo che poi dovrebbe convocare una nuova votazione per confermare la leadership dell'ex premier giallorosso.

«Conte rimane leader, dobbiamo trovare una soluzione», aveva detto qualche ora prima l'avvocato di Grillo Andrea Ciannavei uscendo dall'Hotel Parco dei Principi, non lontano dallo studio Amato, nuovo quartier generale romano del Garante. Nello stesso lussuoso albergo vicino Villa Borghese il fondatore del M5s incontra nel pomeriggio Luigi Di Maio. Un altro faccia a faccia abbastanza lungo. Un'ora di colloquio «per trovare una soluzione che sia buona per tutti», confermano fonti vicine a Di Maio dopo l'incontro. Sempre al Parco dei Principi Grillo vede i capigruppo in Parlamento e poi si sposta nello studio di Amato dove si confronta con Virginia Raggi prima della riunione con Conte e tutti i legali. Si cerca una via d'uscita. Un'exit strategy che potrebbe essere rappresentata dalla votazione del Comitato di Garanzia a tre, composto da membri che non ricoprono cariche elettive - si fa già il nome dell'ex socio di Rousseau Pietro Dettori - per poi far scegliere agli attivisti tra una guida collegiale e una leadership. A quel punto, se gli iscritti propenderanno per un capo politico, entrerà in campo Conte. Che potrebbe correre insieme ad altri contendenti, ma con la certezza quasi granitica di spuntarla. Definito il percorso, manca la piattaforma. È su questo punto che sta andando in scena il vero braccio di ferro tra Conte e Grillo. Il Garante vuole schivare rogne legali, perciò vorrebbe utilizzare lo strumento di Casaleggio, indicato dallo Statuto ora in vigore come l'unico seggio virtuale del M5s. L'ex premier fa fatica ad accettare l'ipotesi, la considererebbe una sconfitta politica. «Se votiamo su Rousseau non escludo che Conte possa andare via», dice in mattinata un parlamentare di primo piano.

«Se Conte insiste, Beppe chiude tutto e si prende il simbolo», spiega chi conosce il fondatore. Parallelamente circola l'ipotesi di mettere su un nuovo soggetto politico. Soluzione che però non permetterebbe di utilizzare il simbolo del M5S.

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