"Mosca è una minaccia, Polonia pronta all'atomica". Parla il presidente Duda

Il presidente polacco oggi in visita in Italia: "Mosca la più grande minaccia per l'Europa"

"Mosca è una minaccia, Polonia pronta all'atomica". Parla il presidente Duda

Il 18 maggio di ottant'anni fa si concluse con la vittoria degli alleati la Battaglia di Monte Cassino segnando un punto di svolta nella seconda guerra mondiale. In quella battaglia svolsero un ruolo fondamentale i soldati polacchi e ogni anno viene ricordato il loro sacrificio in una cerimonia a cui domani parteciperanno anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo omologo polacco Andrzej Duda in visita ufficiale in Italia. Il Giornale lo ha intervistato in esclusiva.

Presidente Duda, lei sarà in Italia oggi e domani per incontrare Sergio Mattarella, qual è lo stato delle relazioni tra Italia e Polonia oggi?

"L’Italia è uno dei nostri principali partner europei e un importante alleato. Anche se ci separano chilometri di distanza, condividiamo priorità simili, come pure le sfide da affrontare. Tra questi temi ci sono l’aggressione russa in Ucraina, la crisi migratoria, la sicurezza nell’ambito della NATO. Abbiamo anche una posizione comune riguardo all’ampliamento della nostra comunità per includere, ad esempio, i Paesi dei Balcani occidentali.

L’Italia occupa altresì un posto importante nella nostra storia. In questi giorni celebriamo l’80° anniversario della Battaglia di Montecassino. È un evento storico estremamente significativo sia per i polacchi che per gli italiani. Ricordiamo gli eroici soldati polacchi del 2° Corpo d’Armata polacco, comandato dal generale Władysław Anders, che lottarono per la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. Oggi, grazie anche al loro eroismo, viviamo in un’Europa libera e democratica, costruendo relazioni reciproche.

Conservo tra i ricordi migliori le visite dello scorso anno in Polonia del Primo Ministro Giorgia Meloni e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la figlia Laura Mattarella. È stato allora che il Presidente Mattarella ha dichiarato che quest’anno ci saremmo incontrati a Montecassino. Sono lieto che insieme renderemo omaggio ai soldati polacchi che sono i nostri eroi comuni e onoreremo la memoria dei caduti che riposano al cimitero di Montecassino.

Oggi in Polonia apprezziamo molto l’impegno dell’Italia per la sicurezza della nostra parte d’Europa. L’Italia ha una presenza militare nell’ambito della NATO in Slovacchia, in Lettonia, dove, insieme ai soldati polacchi, svolge il servizio nell’ambito dell’Enhanced Forward Presence, proteggendo i cieli della nostra regione".

Come giudica l'operato del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del governo conservatore italiano?

"Non è mio ruolo commentare gli affari interni della scena politica italiana.

Con il Premier Giorgia Meloni abbiamo in comune l’affezione ai valori conservatori e una visione condivisa su diversi argomenti, come ad esempio la sicurezza dell’Europa. Ai confini orientali della Polonia che sono, allo stesso tempo, i confini orientali dell’UE e della NATO, è in corso una guerra, ed è per questo che siamo fianco a fianco con l’Ucraina, che si difende in modo eroico. L’imperialismo russo è una minaccia per tutto il Vecchio Continente. Un altro problema reale che colpisce invece in maniera pesante l’Italia è l’immigrazione illegale di massa, che considero anch’essa un problema serio per l’Europa. Il governo italiano si batte per la soggettività del suo Stato. È un approccio alla politica che mi è molto caro".

La scorsa settimana la Commissione europea ha chiuso la procedura di infrazione sullo stato di diritto in Polonia, pensa che sia stata una procedura politicamente motivata contro il precedente governo di Morawiecki?

"Credo che la chiusura da parte della Commissione Europea della questione del cosiddetto Stato di diritto in Polonia, ossia la conclusione della procedura dell’Articolo 7, in questo momento, alla vigilia delle prossime elezioni europee, sia una decisione puramente politica. Mi rammarico per questo approccio dell’élite dell’UE.

Il governo polacco della Destra Unita, dopo il 2015, ha attuato riforme che sono consentite dai trattati dell’Unione Europea. La Polonia era ed è uno Stato democratico di diritto. La questione della rule of law è stata strumentalizzata politicamente per contrastare il governo conservatore polacco.

Come Presidente della Polonia, fin dal primo giorno del mio mandato sono il guardiano della Costituzione e posso assicurare che la democrazia in Polonia è stata e continua ad essere in ottima condizione, come lo dimostra, ad esempio, l’affluenza record alle scorse elezioni parlamentari. Rimango quindi molto critico nei confronti dell’approccio delle élite europee, che non trova alcun riscontro nella situazione reale. In passato erano gli Stati europei a plasmare Bruxelles, oggi purtroppo è Bruxelles a voler plasmare il potere negli Stati membri".

La Polonia è stata molto critica nei confronti delle politiche verdi europee, in particolare sul tema dell'agricoltura in difesa degli agricoltori polacchi, qual è la sua opinione sulle politiche ambientali europee nella legislatura che si sta concludendo?

"Le disposizioni contenute nel cosiddetto Green Deal rappresentano una forte minaccia. La politica climatica non può andare di pari passo con l’enorme aumento del costo della vita per i cittadini dell’Unione Europea, sopraffatti dai prezzi dell’energia che salgono a ritmi spaventosi. Questo è in particolare il caso degli agricoltori, che in tutta Europa protestano contro soluzioni che sono per loro estremamente penalizzanti. L’Unione Europea dovrebbe rivedere profondamente la sua politica climatica. Temo che l’indirizzo attuale possa portare, a lungo termine, a ulteriori proteste e a tensioni sociali ancora maggiori in molte nazioni europee contro la legislazione attualmente in preparazione".

Tra poche settimane ci saranno elezioni europee cruciali per il futuro dell'Europa, pensa che una nuova maggioranza di centro-destra nel Parlamento europeo sul “modello italiano” sia possibile escludendo i socialisti?

"L’Europa si trova oggi di fronte a una scelta: tornare alle proprie radici, a un’Europa delle Patrie in cui ogni Stato membro mantiene la propria soggettività, oppure orientarsi verso la federalizzazione e cedere il potere reale alle istituzioni dell’UE. Io sono a favore del primo modello.

Le imminenti elezioni europee risponderanno alle domande sulla direzione in cui si svilupperà l’Unione Europea. Al momento, è estremamente difficile valutare quali saranno le possibilità di coalizione delle varie fazioni del Parlamento europeo. Forse è giunto il momento di rompere il duopolio di lunga data. La cosa più importante, tuttavia, è che si rechi a votare il massimo numero possibile di cittadini degli Stati membri e che i singoli deputati eletti abbiano un forte mandato per svolgere il loro incarico. L’Unione Europea affronta oggi molte sfide, come la nostra sicurezza, il problema della migrazione o la transizione energetica equa, e ha bisogno di politici responsabili che sappiano affrontare queste sfide".

L'immigrazione irregolare è un problema importante per l'Italia e l'Europa, pensa che la ridistribuzione dei migranti sia una soluzione? Perché la Polonia si oppone a questa opzione? Secondo lei è necessario trovare un'altra strada?

"La crisi migratoria è un problema per tutta l’Unione Europea, ma la soluzione non è il sistema delle quote e l’imposizione amministrativa del numero di rifugiati da accogliere, bensì il sostegno reciproco nella protezione dei confini dell’UE e le congiunte misure umanitarie e di aiuto nei Paesi di origine dei migranti.

La Polonia è un Paese di solidarietà con tutti coloro che soffrono. I polacchi lo hanno dimostrato accogliendo nelle loro case milioni di profughi dall’Ucraina. Ancora oggi, molti di loro vivono qui e li trattiamo come nostri ospiti.

Abbiamo fornito un aiuto senza precedenti agli ucraini in fuga dalla guerra. Sosteniamo il maggior carico di costi per il loro mantenimento. Il sostegno dell’Unione Europea si è rivelato tutt’altro che commisurato alle sfide che abbiamo affrontato in un lasso di tempo molto breve. Come Paese che ha accolto così tanti profughi, siamo contrari al ricollocamento forzato e all’imposizione di sanzioni finanziarie".

Il presidente francese Macron ha aperto all'invio di soldati europei in Ucraina, qual è la posizione della Polonia a questo proposito?

"Dal primo giorno dell’invasione russa, la Polonia ha sostenuto il suo vicino in tutti i modi: militarmente, politicamente e a livello umanitario. In questo senso, siamo tra i leader della NATO e dell’Unione Europea. Lo facciamo perché sappiamo bene che l’imperialismo russo, se non verrà fermato, si dilagherà ad altri Paesi.

Ancora prima dell’aggressione su larga scala, abbiamo partecipato a missioni di addestramento sul territorio ucraino. Oggi dovremmo fornire aiuti all’Ucraina con tutti i mezzi possibili che non portano con sé il rischio di coinvolgere direttamente i membri dell’Alleanza Atlantica nella guerra.

Vediamo e apprezziamo il cambiamento della posizione francese in merito all’opposizione alla politica aggressiva neo-imperialista della Russia e all’aiuto all’Ucraina attaccata. Lo abbiamo sollecitato fin dalle prime ore della guerra. In Polonia, invece, non si parla di inviare i nostri soldati in Ucraina".

Qualche giorno fa ha annunciato che la Polonia è “pronta” ad accettare armi nucleari sul suo territorio “per rafforzare la sicurezza del fianco orientale della NATO”, pensa che ci sia un rischio reale di escalation sul confine orientale?

"La Russia è oggi la più grande minaccia non solo per la Polonia, ma per l’intera Europa. Da molto tempo mettiamo in guardia sui gravi rischi legati alle azioni della Federazione Russa.

Se la minaccia non fosse reale, non spenderemmo il 4% del nostro PIL per la difesa. Vediamo che con la sua guerra offensiva contro l’Ucraina la Russia è passata all’economia di guerra, vediamo che compie provocazioni contro i Paesi della NATO e viola un trattato dopo l’altro. È la Russia che sta militarizzando il distretto di Königsberg, è la Russia che sta ricollocando armi nucleari sul territorio della Bielorussia. Credo che sia chiaro chi sta attuando qui una politica di escalation.

Non sono state ancora prese decisioni sull’adesione al programma Nuclear Sharing, ma dichiariamo la nostra disponibilità. L’attuale dispiegamento di armi nucleari in Europa riflette le linee di contatto tra il defunto Patto di Varsavia e i Paesi della NATO dei primi anni ‘50. Nel frattempo, abbiamo assistito, soprattutto dopo lo scoppio di una guerra full-scale in Ucraina, a dei cambiamenti di portata tale da rendere indispensabile un adattamento dell’Alleanza. Non ho dubbi che la sicurezza dei Paesi in cui oggi sono dispiegate le armi nucleari sia significativamente più alta.

Se Putin dovesse realizzare i suoi obiettivi in Ucraina, la Polonia e gli Stati baltici si troverebbero ad affrontare una minaccia reale. A questo punto, posso fare riferimento alle parole del mio mentore, il compianto Presidente polacco Lech Kaczyński, che aveva messo in guardia da un tale scenario già nel 2008 nella Georgia attaccata dalla Russia. Durante la storica visita a Tbilisi disse: “Oggi la Georgia, domani l’Ucraina, dopodomani gli Stati baltici, e poi forse sarà la volta anche del mio Paese, la Polonia”. Sono parole che oggi, purtroppo, suonano profetiche, quindi stiamo facendo di tutto per proteggere i nostri confini, che sono allo stesso tempo i confini dell’Unione Europea e il fianco orientale della NATO. Stiamo espandendo e modernizzando il nostro esercito proprio per evitare che qualcuno tenti di aggredirci".

Alla fine di marzo ha posto il veto alla proposta di reintrodurre la contraccezione d'emergenza senza ricetta, perché ritiene che le politiche familiari e a favore della nascita siano importanti per la Polonia e per l'Europa?

"Le norme proposte dal governo riguardavano i minorenni. In Polonia, alcol e bevande energetiche sono vendute a persone di età superiore ai 18 anni. In questo modo, si avrebbe una sorta di assurdità in cui un minorenne potrebbe acquistare farmaci come la pillola del giorno dopo a insaputa e senza il consenso dei suoi genitori o tutori legali, non avendo nel contempo tutti i diritti spettanti a un adulto. Ho deciso di porre il veto alla proposta di legge dopo aver consultato numerosi esperti in campo medico".

Un mese fa lei ha compiuto un'importante visita negli Stati Uniti dove ha incontrato Donald Trump; secondo il presidente lituano Gitanas Nauseda lei è riuscito a influenzare Trump dal momento che il Congresso ha approvato un pacchetto di sostegno all'Ucraina, è vero? Cosa si aspetta dalle elezioni americane di novembre?

"I rapporti con gli Stati Uniti sono strategici per la Polonia, a prescindere da chi sia attualmente al potere in entrambi i Paesi. La nostra politica in questo senso rimane invariata. Per questo motivo, a marzo ho incontrato il Presidente americano in carica Joe Biden e un mese dopo l’ex Presidente Donald Trump, con il quale ho un rapporto di amicizia. Il nostro incontro a New York era privato, ma posso rivelare che abbiamo toccato argomenti legati all’aggressione della Russia contro l’Ucraina e alle conseguenze che questa guerra ha non solo per l’Ucraina, ma anche per gli Stati Uniti, per la NATO, per la Polonia e per il mondo intero. Quando parlo con i leader mondiali, insisto sempre sul fatto che dobbiamo fare di tutto per garantire che Putin perda in Ucraina, perché la sicurezza dell’Europa e del mondo dipende da questo. I costi che sosteniamo in questo momento non sono paragonabili a quelli che dovremmo sostenere se Putin dovesse raggiungere i suoi obiettivi. Per questo motivo colgo l’occasione di tali incontri per lanciare l’appello affinché nel contesto del vertice NATO di luglio prossimo venga presa in considerazione la mia iniziativa di alzare il livello di spesa per la difesa dal 2 al 3 percento del PIL in tutti i Paesi dell’Alleanza.

La Polonia spende più del 4 percento del PIL. Incoraggio gli altri a fare lo stesso. Apprezziamo anche il crescente impegno dell’Italia negli investimenti in armamenti, lo consideriamo un approccio ragionevole e necessario".

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