Genitori separati "discriminati". Il governo adesso batte un colpo: pronti ad approfondire il caso

Si muove anche il governo. Il caso dei genitori separati con figli in regioni diverse da quella della propria residenza e che in teoria, in base al Dpcm del 26 aprile, potrebbero non essere autorizzati a vedere i figli

Genitori separati "discriminati". Il governo adesso batte un colpo: pronti ad approfondire il caso

Si muove anche il governo. Il caso dei genitori separati con figli in regioni diverse da quella della propria residenza e che in teoria, in base al Dpcm del 26 aprile, potrebbero non essere autorizzati a vedere i figli che la situazione ha «congelato» presso l'altro genitore, ha suscitato l'interesse del ministero per le Pari opportunità e la famiglia, che ieri ha scritto ad Alberto, il padre da noi contattato che ha raccontato la sua storia nel Giornale di ieri, e lo ha parzialmente rassicurato: «Abbiamo preso in carico la situazione da lei segnalata e stiamo effettuando degli approfondimenti per risponderle secondo quanto previsto dal Dpcm».

Un segnale positivo, che serve a sanare una stortura veramente odiosa, segnalata dal nostro giornale ieri a pagina 18: quella secondo cui chiunque potrebbe incontrare il figlio di un cugino della moglie all'interno della regione di residenza o di domicilio, ma un padre (o una madre) con un figlio che si trova in un'altra regione ma sul quale vanta un affidamento congiunto non potrebbe esercitare il diritto alla genitorialità. Una situazione che grida vendetta soprattutto a fronte di figli minori.

Il caso da noi raccontato è quello di Alberto (il nome è di fantasia), genitore separato con residenza in Lombardia i cui due figli (entrambi minori) vivono in Trentino con la madre. All'inizio del lockdown il papà non ha preteso di esercitare il suo diritto a vedere i figli (che ammonta a tredici giorni al mese e per il quale ha anche preso in affitto un appartamento nel luogo in cui vivono i ragazzi) per non correre il rischio di metterne a repentaglio la salute. Ma con il prolungarsi del distanziamento sociale Alberto ha iniziato ad avanzare qualche richiesta, respinta con perdite da un provvedimento del Tribunale di Trento, emesso su richiesta della madre, che impediva ad Alberto di entrare in Trentino. A questo punto l'uomo ripone tutta la sua fiducia sulla fase 2 e sull'allentamento delle misure di distanziamento. Una pura illusione. Il governo infatti non sembra prendere in considerazione le esigenze effettive dei genitori separati con figli lontani.

E nemmeno nelle faq del sito di Palazzo Chigi c'è la risposta al quesito: un padre separato può avere diritto a vedere i figli lontani? Secondo l'avvocato di famiglia Daniela Missaglia, da noi consultato, il diritto non è in discussione. Ma forse una parola chiara da parte del governo sarebbe opportuna. Aspettiamo. Con il cuore in tumulto.

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