L'Apocalisse a Milano: parchi chiusi, tetti divelti. Viabilità in tilt per giorni

"È l'Apocalisse", iniziano a ripetere dai social alle quattro del mattino, quando a Milano si scatena il finimondo

L'Apocalisse a Milano: parchi chiusi, tetti divelti. Viabilità in tilt per giorni
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«È l'Apocalisse», iniziano a ripetere dai social alle quattro del mattino, quando a Milano si scatena il finimondo. È un fenomeno meteorologico estremo, come spiegheranno gli esperti, anche se rimane la fondata speranza di non dover evocare le visioni di Giovanni nell'isola di Patmos. In termine tecnico si chiama downburst, vocabolo inglese, perché fino a pochi anni fa gli eventi sub tropicali non interessavano l'Europa e meno che mai il Nord Italia. Nella conta dei gravissimi danni, non si può non iniziare da un trentacinquenne morto nella notissima zona dei Navigli, in un'area dismessa, per il quale è stata disposta l'autopsia: i soccorsi sono arrivati quando ormai non c'era più nulla da fare. I danni materiali per le attività commerciali li quantifica la Confcommercio: si aggirano intorno ai 2 milioni di euro. Situazione molto difficile anche secondo la Coldiretti: colpiti vigneti e vivai. Fortissimi anche i danni per i proprietari di case e auto non assicurate.

Spaventoso per chi non è abituato a misurarsi con alberi che si abbattono in strada distruggendo le auto in sosta, fulmini a cascata, tuoni, grandine, vento fino a cento chilometri orari che prende direzioni impreviste, mezzi pubblici in tilt, parchi chiusi per evitare incidenti mortali, attività agricole, commerciali e industriali danneggiate, appuntamenti cancellati.

Disagi ovunque, compresi il Tribunale - dove carte e fascicoli sono stati infradiciati d'acqua - e la clinica Macedonio Melloni, con grossi danni all'ingresso. Il Castello Sforzesco, uno dei simboli della città, è sbarrato. Chiusi tre nidi e undici scuole dell'infanzia che ospitavano centri estivi, e ancora il Museo di storia Naturale, il Planetario, il Pac, Padiglione di arte contemporanea, la Triennale. Persino la sospensione del pagamento dell'area ad accesso limitato in centro, insieme all'invito a limitare gli spostamenti, in un giorno come questo contribuisce a dare il senso di emergenza. L'allerta gialla su Milano durerà fino alle 6 di questa mattina. Si è regolarmente svolta all'Allianz Mico la cerimonia di apertura dei mondiali di scherma, inaugurati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla presenza del presidente della Regione, Attilio Fontana, del sindaco, Giuseppe Sala, del presidente del Coni, Giovanni Malagò. Restano aperti anagrafe e cimiteri.

Il 112, il numero di emergenza unico europeo, è preso d'assalto ormai da due giorni (tre per chi legge, ndr). Gli accessi al pronto soccorso sono aumentati del 30 per cento su scala nazionale e i picchi milanesi sono ancora più alti: anche per questo, benché non sia ancora chiara la dinamica dell'accaduto, il giovane morto rimane in attesa di un perché. Sotto pressione sia i volontari della Protezione civile che i Vigili del Fuoco. Soltanto lunedì scorso, ai pompieri erano stati richiesti duecentocinquanta interventi, molti di più che in un giorno qualsiasi. Alle 14,30 di ieri pomeriggio, come è immaginabile, al comando milanese gli interventi in lista d'attesa erano duecento, quasi tutti legati a piante cadute, tetti scoperchiati, attici danneggiati. Ad amplificare la risonanza della vicenda, le disavventure di volti noti come Michelle Hunziker, che ha condiviso le immagini del nubifragio dal terrazzo di casa, con i vasi scaraventati a terra dalla tempesta, commentando: «Mai visto una cosa così».

Come ha spiegato l'assessore al Verde, Elena Grandi, ogni intervento sulle piante sarà rimandato, perché le squadre sono impegnate: «Quasi in ogni strada c'è un albero con una branca staccata che penzola nel vuoto. Tutto questo è un pericolo. Dobbiamo eliminare questi rischi da strade, trasporto e poi dalle aree verdi».

È pur vero che, uscendo dalla situazione di emergenza, la realtà di tanti alberi segnalati come pericolosi e abbattutisi di schianto, mettendo a nudo perfino radici marce incastrate nel cemento, fa interrogare sulla necessità di avere più giardinieri destinati alla cura di parchi, piazze e viali alberati.

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