Le Province spariscono ma restano tutti i costi

Gli esuberi smaltiti in periferia: i dipendenti saranno riassorbiti da tribunali, agenzie e Motorizzazione

Le Province spariscono ma restano tutti i costi

Le Province sono dure a morire. Nonostante siano state trasformate in enti di secondo livello, i costi non sono stati certo ridotti. Anzi. Il governo si trova alle prese con un esercito di dipendenti da ricollocare. L'idea, sussurrata ieri dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, è di dirottarli nelle articolazioni periferiche dello Stato. Nessun taglio, dunque.

Si tratta di almeno 20mila lavoratori in esubero. Sono stati originati dalla trasformazione delle Province in enti di secondo livello. L'accordo sarà trasposto in un emendamento alla legge di Stabilità ma finora tutto tace. Non si sa se verrà inserito alla Camera o al Senato. Né si conoscono i contorni dell'intesa che potrebbe sposare la proposta delle Regioni di spostare i dipendenti provinciali in mobilità verso le amministrazioni periferiche dello Stato. Saranno quindi i tribunali, le scuole, gli uffici della Motorizzazione civile, le agenzie fiscali come il Demanio e l'Agenzia delle Entrate ad assumere i 20mila esuberi delle Province. Il carrozzone non si smaltisce, dunque.

Nel piano del governo, come illustrato da Francesco Cerisano su

ItaliaOggi, le assunzioni avranno la precedenza rispetto alle graduatorie interne. E per sfoltire il gran numero di esuberi saranno previsti prepensionamenti per chi ha maturato i requisiti previsti prima della riforma Fornero.

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