A Roma nuova protesta degli italiani senza casa

Il gruppo romano di estrema destra Nessuno tocchi il mio popolo ha guidato la protesta delle famiglie del primo campo profughi per italiani nato nel quartiere di Casale San Nicola.

A Roma nuova protesta degli italiani senza casa

"Gli immigrati dell'Italia siamo noi". Questo è stato lo slogan usato dai promotori del primo campo profughi per italiani che oggi hanno manifestato a Roma di fronte alla sede del municipio Montemario, il quartiere tristemente noto per il tragico incidente di via Boccea. Si tratta di un gruppo di romani senza casa che dormono in tenda davanti alla ex scuola Socrate nel quartiere di Casale San Nicola, dove la prefettura voleva installare un centro d'accoglienza per rifugiati. A capo della protesta c'è Alfredo Iorio, leader del movimento Nessuno tocchi il mio popolo, che è stato ricevuto dall'assessore competente per esporgli le esigenze delle famiglie di romani, ma anche di immigrati regolari che sono stati sfrattati e che lottano per ottenere la possibilità di avere un alloggio. Una delegazione di queste famiglie è stata ricevuta dall'assessore circoscrizionale ai servizi sociali che si è ripromesso che si sarebbe interessato del caso andando personalmente a visitare il campo il prima possibile. I manifestanti chiedono, inoltre, che venga annullato il bando di gara in quante alcune delle cooperative che si sono aggiudicate la gestione dei profughi in quell'area di Roma risultano essere coinvolte nelle inchieste di Mafia Capitale. La gestione dell'ex scuola Socrate è stata affidata alla cooperativa Isola Verde che, al momento non è stata toccata dalle indagine ma alla struttura sono stati posti i sigilli per motivi penali legati al mancato rispetto dei vincoli paesaggistici.

Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, per evitare gli intoppi burocratici che sorgerebbero nel caso di un annullamento del bando, starebbe pensando di commissariare le cooperative coinvolte così come Raffaele Cantone ha fatto con il Cara di Mineo.

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