
L'Osservatorio statistico dell'Inps ha pubblicato i dati sulle pensioni vigenti al 1° gennaio 2025, escludendo la gestione dei dipendenti pubblici. Sono 17.986.149 le pensioni erogate, di cui il 76,1% di natura previdenziale e il 23,9% assistenziale, per un importo complessivo annuo di 253,9 miliardi di euro. Di questi, 226,6 miliardi provengono da gestioni previdenziali e 27,3 miliardi da gestioni assistenziali.
Un dato rilevante riguarda la distribuzione degli importi: il 53,5% delle pensioni ha un valore mensile inferiore a 750 euro, percentuale che sale al 64,1% tra le donne. Tuttavia, l'Inps sottolinea che questa percentuale rappresenta "solo una misura indicativa della povertà", poiché molti pensionati percepiscono più prestazioni o dispongono di altri redditi.
Infatti, delle oltre 9,6 milioni di pensioni sotto i 750 euro, solo il 43,1% (circa 4,1 milioni) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, come l'integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali, le pensioni e gli assegni sociali e le pensioni di invalidità civile.
Queste misure di sostegno, spesso concesse previa presentazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee), consentono di integrare le pensioni più basse. L'integrazione al trattamento minimo, ad esempio, garantisce che la pensione raggiunga una soglia minima stabilita annualmente, mentre le maggiorazioni sociali e l'assegno sociale forniscono un ulteriore supporto economico ai pensionati con redditi particolarmente bassi.
A livello territoriale, le pensioni sono distribuite in modo disomogeneo: il 47,8% delle prestazioni viene erogato nelle regioni settentrionali, seguite dal Centro (19,3%) e dal Sud e Isole (30,9%), mentre una quota residuale del 2% è destinata a residenti all'estero. Gli importi complessivamente erogati seguono una dinamica simile, con il 55,9% dei fondi distribuiti nel Nord Italia, il 19,7% nel Centro, il 24,4% nel Sud e nelle Isole e lo 0,8% a pensionati che risiedono all'estero.
Un altro aspetto rilevante riguarda la tipologia di prestazioni: il 69,5% delle pensioni previdenziali è costituito da trattamenti di vecchiaia, il 4,8% da pensioni di invalidità previdenziale e il 25,7% da pensioni ai superstiti. Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, invece, il 79,4% è rappresentato da assegni e pensioni di invalidità civile, mentre il restante 20,6% è costituito da pensioni e assegni sociali.
Se da un lato una larga fetta di pensionati percepisce assegni di importo modesto, dall'altro esistono strumenti che ne migliorano la condizione economica, riducendo la percezione di una diffusa condizione di disagio nel panorama previdenziale italiano. Tuttavia, l’equilibrio tra contributi versati e prestazioni ricevute resta una questione aperta, poiché l’onere di questi trattamenti assistenziali grava sulle casse pubbliche e, in ultima analisi, sui contribuenti attivi.
In un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un calo delle nascite, il dibattito
sulla sostenibilità del sistema previdenziale rimane centrale. La sfida per il futuro sarà garantire un adeguato livello di protezione sociale senza compromettere l’equilibrio finanziario del sistema pensionistico italiano.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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